iMine. Minatori al tempo delle app

iMine è una piccola perla che mi porto dietro da Berlino.

Un art game che è anche un'applicazione iPhone e Android gratuitamente scaricabile dal sito (link in alto). In uno dei momenti febbricitanti di transmediale ho incrociato il suo creatore, l'artista di origine canadese Baruch Gottlieb. Occhiali, pelle chiara e lentiginosa, indisciplinati capelli ricci e lunghi, piccolo di statura, Baruch fa dell'arte, della comunicazione e delle tecnologie uno strumento di critica sociale e politica che può piacere o anche infastidire. Personalmente l'ho trovato ironico e penetrante, proprio come questo lavoro. Ma capiamo di che si tratta insieme. In buona sintesi, l'applicazione iMine ci trasforma tutti in "minatori", nemmeno tanto virtuali. Il gioco coinvolge infatti una dimensione tutta corporea, perché ci costrince ad usare il nostro patinato cellulare di ultima generazione esattamente come una vanga o un piccone. Su e giù, su e giù, tutti al lavoro a scavare tunnel in montagne immaginarie: in questa mappa ecco tutti gli iMiners, o neo-minatori digitali se preferiamo.

iMine è un invito a riflettere su come le impalpabili e quasi magiche tecnologie digitali contemoranee dipendano da infrastrutture "hardware" tutte fisiche: cavi di rete, interi isolati pieni di server, fibbra ottica. Al sintetico statement artistico, segue una lunga ed estesa lista dei conflitti globali legati alle risorse minarare nei diversi continenti, le definizioni degli "ingredienti" tecnologici che ci portiamo in tasca o che abbiamo a casa (tanto per farci un'idea di "cosa" siano), e altri link che vi lascio scoprire da soli.

Se scaricate l'app, buon lavoro.

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