Back from transmediale: the HacKaWay Zone [Part 2]


In questa seconda parte di reportage parleremo della mostra allestita per il festival transmediale, la HacKaWay Zone.

Non so quanto quest'anno sia corretto parlare di "mostra": personalmente tendo più a considerare le diverse aree come n progetto organico distribuito nello spazio della Hause of Culture. Manteniamo però la distinzione formale scelta dal festival. La mostra è stata collocata come l'anno scorso nell'ala di sinistra della Hause a cui si accede da una grande porta a vetri. Ricordo il buio totale del precedente allestimento, con pesanti teli neri che oscuravano le finestre, disposti come separè fra un'opera e l'altra creando un labirinto quasi impenetrabile. Quest'anno luce totale, nessuna parete divisoria, muri nudi quasi a lasciare il posto alle opere e all'architettura: l'unico oggetto era una larga gadinata nera di legno, posta davanti alle scale e pensata ad uso del pubblico, con dietro due grandi monitor.

L'opera più "moumentale" e scenograficamente d'impatto è per me "Latent Figure Protocol" di Paul Vanouse (foto in alto), un'installazione che usa frammenti di DNA umano per creare coposizioni grafiche, grazie a gel reattivi e stimolazioni elettriche. L'installazione include un vero e proprio esperimento scientifico, volto ad esplorare provocatoriamente la tesi che anche il DNA sarebbe un costrutto cuturale. Non voglio entrare in un dibattito su cui non ho una mia posizione precisa, ma mi limito a riportare il risultato di un'esperimento: dai frammenti del plasmid “pET-11a”, un organismo prodotto industrialmente, si è formata fra le altre l'imagini del simbolo del copyright... Più fisica e di altrettanto ipatto l'installazione "Intelligent Bacteria - Saccharomyces cerevisiae" di HONF, opera vincitrice dell'Award transmediale11. Ne abbiamo già parlato nella prima parte del reportage, mi limito dunque a riportare la piacevole atmosfera steampunk che le grandi ampolle di vetro, i cavi e le attrezzature, unite ad una totale semplicità e pulizia estetica, hanno saputo creare. Infine la Braun Tube Jazz Band, installazione/performance creata da Ei Wada nel 2009: un cortocircuito fra suono e immagine dove un set di televisori diventano i tasti/note oversize di una scala musicale, pronti per essere suonati come uno strumento a percusione: mi dispiace mltissimo di aver perso la performance sempre a causa della febbre.

Queste le mie tre opere preferite. Nella HacKaWay Zone presenti anche WOPPOW di UBERMORGEN.COM, che ha teuto anche un workshop pretico, e MACHT GESCHENKE: DAS KAPITAL - Kritik der politischen Ökonomie, opera che ha ricevuto la menzione della critica.

A seguire, rportage dalla Open Zone, Part 3.

transmediale: la mostra






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