La nuova frontiera del restauro dei quadri passa per l'ossigeno atomico della Nasa


Al Glenn Research Center della Nasa non si studiano soltanto nuovi prototipi di navicelle spaziali. I progressi derivati dalla ricerca astrofisica vengono applicati anche sulla terra e così gli scienziati hanno scoperto che l'ossigeno atomico è davvero utile nei processi di restauro dei dipinti antichi.

Lo hanno potuto sperimentare gli esperti del Cleveland Museum of Art. Nella foto sopra, a sinistra, vedete un dipinto restaurato utilizzando cloruro di metilene e acetone per pulire e ripristinare la pittura. I risultati sono piuttosto scarsi. Nella foto a destra, il dipinto dopo l'intervento con la tecnica dell'ossigeno atomico per pulire la pittura.

L'ossigeno atomico non esiste naturalmente sulla superficie della terra, perché è poco stabile. Ma nello spazio, dove vi è abbondanza di radiazioni ultraviolette, le molecole di O2 sono più facilmente disgiunte per creare ossigeno atomico.

Il rivoluzionario sistema ha contribuito a già contribuito al recupero di una serie di dipinti che si credevano irrimediabilmente danneggiati. Tra questi, una copia eseguita in Italia de La Madonna della Seggiola di Raffaello, un dipinto danneggiato dal fuoco di Jackson Pollock e un altro di Andy Warhol.

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