L'autoritratto di Tim Hawkinson


Tim Hawkinson nasce a San Francisco nel 1960, attualmentevive e lavora a Altadena (California). Pitttore, scultore, ingegnere, ricercatore, artista, l'opera di Hawkinson riesce in modo del tutto particolare a creare legami e relazioni fra il mondo fisico e la dimensione metafisica esplorando il nostro rapporto con la tecnologia.

Il punto di partenza sono spesso organismi meccanici animati. Il mio lavoro preferito è forse "Emoter", opera del 2002 in cui l'artista si confronta con il tema dell'autoritratto. Una fotografia formato poster della sua faccia si trasforma in una scultura meccanica sorprendente. Le differenti sezioni del viso (bocca, occhi, sopraciglia, naso e così via) sono ritagliate e collegate ad una coplessa apparecchiatura che randomicamente e in modo asincrono le modifica a seconda delle emozioni fondamentali (rabbia, gioia, paura, sorpresa): il risultato è quello che vedete nelle foto, e rasenta a tratti l'horror. In Emoter l'artista delega le sue espressioni facciali a un sistema motorizzato, aprendo un'interessante riflessione.

La produzione di Hawkinson è enorme e soprattuto molto variegata: ha esposto alla Biennale di venezia (1999), al Massachusetts Museum of Contemporary Art, (2000), al Power Plant in Toronto (2000), alla Whitney Biennial (2002), al Whitney Museum e al Los Angeles County Museum of Art (2005), infine al Getty Center in 2007 con la straordinaria installazione Uberorgan (una scultura musicale: per chi è interessato, a questo link un video esplicativo). Non è detto che non ne riparleremo per un approfondimento.

Emoter

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