Olaf Mooij: automobili d'autore

Sulla passione di Olaf Mooij, artista olandese nato a Rottherdam (classe '58), non ci sono dubbi: si tratta delle macchine. Ma siamo molto lontani dal feticismo del collezionista o del fanatico dei motori: l'automobile diventa nelle sue mani un oggetto d'arte da manipolare.

L'opera più incisiva - ma anche quella che gli ha offerto maggiore visibilità di pubblico e di critica - è senz'altro la "Braincar": al posto del cofano e del tettuccio, completamente rimossi, un plastico di colore biancastro riproduce un enorme cervello umano. Ma non bisogna farsi trarre in inganno: non ci stiamo confrontando solo con un oggetto originale. Braincar è infatti una vera e propria installazione mobile con una narrativa efficacissima. Ed è viva. Di giorno cammina normalmente per le strade; di notte, quando viene parcheggiata, Braincar si addormenta e sogna: il flusso di immagini raccolto e registrato lungo il tragitto viene proiettato sulle pareti del cervello, evocando l'attività onirica. Per farvene un'idea, consiglio di guardare il video in alto.

Nella sua carriera, Olaf ha prodotto macchine trasformate in sound system, veri e propri personaggi antropomorfi, aspetti caricaturali e ironici del nostro rapproto con la tecnogia, come la sua "Chesterfield Car" (una macchina-divano). Dal 2009 sembra esserci stato un turning point per l'artista: l'automobile tende a perdere ogni aspetto funzionale per privileggiare la totale autonomia della scultura. La superficie ne diventa il punto focale, come è molto evidente in un'opera (presente nella gallery) in cui di una Volkswagen rimane solo un telo bianco appoggiato per terra, come un fossile sopravvissuto ad un lontano passato.

Olaf Mooij






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