Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

All'interno del panorama dell'arte urbana nazionale, c'è una voce fuori dal coro, che spiazza e sorprende con i suoi interventi minimali ed intelligenti. Sto parlando di Clet, poliedrico artista di base a Firenze, del cui omino comune vi avevamo parlato poco tempo fa.

Un artista politicamente scorretto, che predilige interventi sui cartelli stradali, trasformando la segnaletica in opere d'arte sottili. Il meccanismo del suo linguaggio è semplice. Secondo C.S. Peirce, il padre della semiotica (la scienza che studia i segni), un cartello stradale è un Indice, un segno collegato all'oggetto che indica tramite un nesso causale.

Così Clet, a volte utilizza il significato si un cartello e lo decontestualizza attraverso l'aggiunta un elemento di novità. A volte usa il cartello principalmente come elemento estetico, come nel caso del 'rettangolo bianco orizzontale su cerchio rosso' (il senso unico o divieto di circolazione), che diventa una pesante croce, un fardello da portare per il suo omino comune (e quindi anche il senso unico trova nuova collocazione a livello di significato)...

Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere
Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere
Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere
Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere
Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

Comunque vada, c'è da divertirsi ad incrociare per strada le sue creazioni. Come il Marchionni che vedete qui sopra. Il suo profilo spunta da una grossa “P” di parcheggio che vomita macchine bianche, rosse e verdi. Sotto la scritta “Motocicli condotti a mano”, suona misteriosa e inquietante nel contesto.

Clet rivisita i simboli onfondendo il panorama urbano con stile e grazia... i cartelli rimangono sempre leggibili e questo è importante per la sicurezza stradale. Come la freccia con la moneta da un euro che indica “a destra il capitale” o quella col cuore, “a sinistra il sociale”.


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