Speciale Sputniko! Fra tecnologia, cyborg, pop culture e femminismo, un ibrido di cultura anglo-nipponica

Vi presento oggi una delle più interessanti - e lo dico con convinzione - giovani promesse new media art: Sputniko!

Nata a Tokio nel 1985 da padre giaponese e madre inglese, Sputniko! è un magnifico ibrido: di culture diverse, arte e scienza. I genitori sono due matematici e lei stessa segue le loro orme laureandosi prestissmo in matematica all'Imperial College di Londra. Ma da subito il suo percorso si intreccia con una creatività esplosiva, supportata dalla convinzione che l'arte possa rendere la scienza più comunicativa e flessibile. Completa così la sua formazione con un MA in arte presso il Royal College (sempre a Londra), dove un primissimo progetto in collaborazione con Cesar Harada la porta nel 2009 (a soli 24 anni) a ricevere un award ad Arts Elettronica, uno dei più ambiti premi e festival internazionali di new media arte non solo in Europa.

Sputniko! crea cyborg, video e musica esplorando l'intersezione fra tecnologia, femminismo, e cultura pop. I suoi lavori sono sempre il frutto di una ricerca scientifica, e di una collaborazione con esperti, accademici e ricercatori che investigano in modo critico il futuro tecnologico dell'uomo. Il tutto con una narrativa ed una potenza comunicativa e di immaginario fuori dal comune, raffinata e sorprendente specie se paragonata alla sua giovanissima età. Per capire meglio a cosa mi riferisco, ho selezionato quattro suoi lavori che esploreremo insieme: Menstruation Machine, Sushiborg Yukari, Crowbot Jenny, Penis Cybernetique.

Le opere sono corredate da una descrizione critica, foto e video, che vale la pena guardare: un piccolo assaggio in alto con Child Produching Machine.

MENSTRUATION MACHINE

Takashi è un giovne travestito giapponese che desidera indossare fino alle estreme conseguenze gli abiti feminili. Lo vediamo truccarsi, scegliere parrucca e vestiti e dirigersi ad un appuntamento con una amica in centro. Il suo look è completato da un particolare bustino metallico che gli fascia l'addome, in perfetto stile cyborg. Ma il travestimento oltrepassa l'estetica per diventare un intervento sul corpo, sulla sua stessa biologia. Il bustino consente infatti a Takashi di simulare le sensazioni del ciclo mestruale, dal dolore al basso ventre fino al sangue che scorre...

Perchè nel 2011 le donne hanno ancora le mestruazioni? La domanda senz'altro è pertinente. Nel 1960 esce sul mercato la pillola contraccettiva e da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante: lo sbarco sulla luna, internet per tutti, gli smarphone che ci portiamo in tasca, particolari tipi pillole non ancora commercializzate come Anya e Seasonique che consentono di ridurre la frequenza del ciclo a circa quattro volte l'anno. Eppure le donne continuano a sanguinare. L'ostacolo non è tanto di tipo tecnologico, quanto culturale: la scomparsa delle mestruazioni - ovvero del legame fra biologia e riproduzione umana, che sta di fatto diventando sempre più labile - è un passo forse eccessivo che non siamo pronti ad accettare.

Sputniko! osserva tutto questo e si pone la stessa domanda come donna e come artista. Il risultato è Menstruation Machine: un simulatore di ciclo mestruale indossabile che, grazie a un sistema di elettrodi e a un dispensatore di sangue, riproduce sul corpo le sensazioni fisiche di cinque giorni di ciclo. Oggi è un uomo che desidera essere donna il protagonista della storia, intracciando in modo incisivo la tematica transgender all'opera. Ma possiamo dire lo stesso di domani? In un futuro prossimo le mestruazioni potrebbero essere solo il ricordo di un umanità ancora legata alla sua biologia, in cui saranno le donne a voler riprovere le sensazioni di quel ciclo che non c'è più.

Menstruation Machine è un progetto realizzato con la supervisione del prof. Jan Brosens del Dipartmento di Medicina dell'Imperial College di Londra. L'opera è attualmente in concorso per l'Asia Pacific Signature Prize 2011.

SUSHI CYBORG YUCARI

L'industria dei robot ci ha abituati alla presenza di macchine a servizio dell'uomo, efficienti, utili e tutto sommato "felici". D'altro canto un archetipo di tutta la science fiction è proprio la rivolta delle macchine contro i suoi creatori.

Yukari è un cyborg disegnato per servire il sushi ruotando su se stessa, nella antica tradizione giapponese del Nyotai Mori: donne che, completamente nude, offrono questo prelibato cibo a facoltosi uomini d'affari, dilettandoli con la propria presenza. Ma quando Yukari, una machina intelligente progettata da un gruppo di ingegneri robotici, sviluppa la sua intelligenza al punto di percepirsi in quanto oggetto di intratenimento sessuale, questo bellissimo cyborg si trasforma in una letale machina dispensatrice di morte per i suoi clienti...

Guardate il video, è un piccolo corto d'autore.

CROWBOT JENNY

Jenny è una ragazza solitaria che, immersa nell'overload di informazioni tipica della sua generazione, ha problemi a communicare con i suoi coetanei. A essi preferisce gli animali, i corvi in particolare. Dotatasi di una protesi tecnologica, il Crowbot, che le consente di simulare una serie di richiemi tipici dei corvi, Jenny passa dalla sua stanza ai parchi metropolitani e, travestitasi, si trasforma in Crowbot Jenny: la ragazza che parla coi corvi.

Ispirato al libro di Donna Haraway "When Species Meet (2007), Crowbot Jenny riflette sul poenziale dell'interazione inter-specie, suggerendo uno scenario in cui la tecnologia consente di ripensare il nostro rapporto con gli animli negli spazi metropolitani. L'opera è stata realizzata in collaborazione con etologi specializzati nello studio del comportamento dei corvi di tre diverse università: Cambridge (UK), Utsunomiya (Japan) Tokyo (Japan). Studio che ha consentito a Sputniko! di comprendere come i corvi dispongano di complesse strutture di comunicazione sociale.

PENIS CIBERNETIQUE

Penis Cybernetique è uno dei primi lavori complessi realizzati da Sputniko! a soli 23 anni.

Ispirato al Open Prosthetics - movimento che promuove e applica la filosofia open source alla creazione di protesi fisiche attualmente gestita dalla ricerca scientifica, medica e militare, nell'idea che ciò debba essere accessibile e soprattutto modificabile da chiunque -, Penis Cybernetique nasce dal desiderio di una giovane donna di crearsi a suo piacimento un nuovo pezzo di corpo (in questo caso un pene). Lo fa progettandosi una protesi su misura, a partire dal design dell'oggetto (forma e colore). Il risultato è un pene motorizzato fuxia sotto froma di acessorio femmilile (una cintura da indossare), dalle sembianze molto astratte e poco sessuali, che si muove accordandosi al ritmo cardiaco dell'artista.

Penis Cybernetique


Spero con questo di avervi dato un'idea complessiva ed estesa della produzione, sei temi e dell'estetica espressi da questa giovanissima autrice che senz'altro ha ancora molto da racontarci(vi ricordo che ha ancora solo 26 anni).

Un ringraziamento va alla prof.ssa Federica Timeto per avermi segnalato per la prima volta il lavoro di Sputniko!

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