Assassinato Juliano Mer-Khamis, fondatore del Freedom Theatre

È di quattro giorni fa la notizia che Juliano Mer-Khamis è stato ucciso. Il 4 aprile scorso l'attore, noto per il suo impegno politico, viene freddato da cinque colpi di pistola nel campo profughi di Jenin, dove gestiva il suo Freedom Theatre. Gli autori dell'esecuzione rimangono anonimi.

Juliano, artista e attivista in una terra complessa come il territorio israelo-palestinese, aveva solo 52 anni: figlio di un'israeliana e di un palestinese cristiano, si definisce al 100% dell'una e dell'altra nazionalità e, senza esitazioni, abbraccia la causa palestinese. A precederlo la madre Arna che negli anni '90 si sposta nei territori occupati della Palestina per offrire un sistema alternativo di educazione rivolto particolarmente ai bambini, nel desiderio di alleviarne la condizione di profughi restituendo una forma di normalità alle loro vite. Il Freedom Theatre diventa un modo per loro di esprimere rabbia, frustrazione, dolore, gioia, paure. Nel 2002 il teatro viene distrutto dagli israeliani e ricostruito da Juliano insieme al pacifista ebreo-svedese Zakariya Al Zubeidi, leader delle Brigate Al-Aqsa: ci vogliono quattro anni, ma nel 2006 Freedom Theatre riapre i battenti. Il gruppo vive in trincea, una realtà difficile da accettare da entrambe le parti, qualcosa che rompe gli schieramenti ideologici e dà fastidio a chi vorrebbe riprodurli (dall'uno e dall'altro lato della barricata). Nel 2009 il centro musicale viene incendiato e Juliano risponde così: "we’re going to start a new intifada by poetry, theater, art, humans rights, pacific demonstrations against the wall (stiamo per iniziare una nuova indifada fatta di poesia, teatro, arte, diritti umani, dimostrazioni pacifiche contro il muro)" ...

La sua morte, a distanza di due anni da queste affermazioni, lascia un senso di amarezza e di dolore, e un rispetto infinito per chi realmente usa la sua arte, i suoi mezzi espressivi e primo fra tutti il proprio corpo per agire dentro i conflitti, dentro la guerra. Nel video in alto il suo ultimo messaggio lasciato in rete.

RIP: è questa l'unica cosa che riesco a pronunciare. Consiglio a tutti di andare sul sito del Freeom Theatre per capire di che si tratta.

Via | Senzasoste.it

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