'The Sandpit', la vita in miniatura di Sam O'Hare

Prima di leggere questo articolo prendetevi cinque minuti in piena tranquillità per vedere The Sandpit di Sam O'Hare (si apprezza al meglio a schermo intero e in modalità HD). Non vi sembra incredibile come sia riuscito a ricostruire in miniatura canali, strade, palazzi e movimenti degli uomini? Certo che vi sembra straordinario, perché in realtà O'Hare non ha ricostruito proprio niente, ma ha realizzato questo filmato mettendo insieme 35.000 scatti fotografici realizzati a New York, utilizzando la modalità del timelapse.

Folgorato dalla trilogia di Godfrey Reggio Koyaanisqatsi, Powaqqatsi e Naqoyqatsi (tre meravigliosi documentari tra antropologia e visionarietà artistica), Sam O'Hare ha pensato bene di riprendere l'idea e svilupparla secondo la propria prospettiva: un giorno nella vita della Grande Mela, in miniatura. Nato come progetto indipendente, girato in appena cinque giorni e montato dallo stesso autore con musiche di Human (humanworldwide.com), oggi The Sandpit ha vinto molti premi (tra cui il Prix Ars Electronica - Distinction Award 2010).

I nostri lettori più esperti si chiederanno come ha fatto. La risposta è tutta in un'intervista che l'artista ha rilasciato ad Aerofilm. Riassumendo, Sam ha utilizzato una Nikon D3 con due obbiettivi: un Tamron 17-50mm f / 2,8 e un Sigma 50-150mm f/2.8 a 4fps. Alcune scene sono state catturate con un frame rate più lento, ma il vero segreto che fa l'effetto miniatura è una lente da 24mm tilt-shift, che non è stata usata in fase di riprese, ma è stata ricreata in fase di post-produzione, per permettere maggiore mobilità proprio nelle shooting. D'altronde Sam non poteva portarsi dietro pesanti treppiedi, perché per catturare queste scene è stato sospeso sul bordo di tetti, ponti e davanzali di case di gentili persone che l'hanno ospitato.

\'The Sandpit\', la vita in miniatura di Sam O\'Hare

  • shares
  • Mail