Montmartre e Montparnasse, i quartieri artistici di Parigi

Scopriamo insieme i quartieri di Parigi che nell'Ottocento e nel Novecento ospitarono numerosi artisti

Il Moulin Rouge, Pigalle, l'assenzio, i poeti, e ovviamente, tantissimi artisti: sono queste le immagini a cui leghiamo l'Ottocento e il Novecento parigino. Nella capitale francese però l'arte ha trovato casa in due quartieri in particolare.

Si tratta di Montmartre, la zona che sorge su una collina nel 18mo arrondissement, nella zona nord di Parigi, e Montparnasse, quartiere situato nel 14mo arrondissement.

Soutine, Toulouse-Lautrec, Modigliani, Picasso, Matisse e Van Gogh sono solo alcuni tra i tanti artisti che negli anni sono passati di qui. Ma scopriamo insieme qualcosa di più su questi 'luoghi d'arte'.

Montmartre

Vi abbiamo già detto che sorge su una collina, sulla rive droite, e sul suo punto più alto sorge la Basilica del Sacro Cuore. Montmartre è stato il vero cuore pulsante della Belle Époque: in quegli anni il quartiere era al di fuori dei confini della città, e proprio lì si sviluppò il movimento bohemienne.

Vista la sua posizione, vivere a Montmartre era molto economico, e questo in un certo senso favoriva l'arrivo di molti pittori dell'epoca, che notoriamente avevano pochissimi soldi in tasca.

Oggi l'anima artistica del quartiere è rappresentata, a livello turistico più che altro, da Place du Tertre, luogo in cui si ritrovano gli artisti di strada che vendono le loro opere, oppure souvenir per i turisti.

Altra tappa artistica da non perdere è, poco distante, l'Espace Dalì, la mostra permanente dedicata appunto a Salvador Dalí.

Montparnasse

Con il declino di Montmartre, agli inizi del '900 molti artisti (tra cui anche lo scrittore americano Ernest Hemingway) decisero di trasferirsi in questo quartiere, seguendo l'esempio di Pablo Picasso, che arrivò nel 1912.

La vita artistica della città qui ruotava intorno a caffè e locali, passati poi alla storia: le Dôme, la Closerie des Lilas, la Rotonde, le Sélect, la Coupole, la Bonne Franquette e Le Boeuf sur le Toit.

Ai nostri giorni le cose sono un po' diverse, ma in zona sono comunque rimasti atelier e studi.

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