24 luglio 1984, il ritrovamento delle teste di Modì: una canzone di Caparezza per ricordare

Oggi cade il trentennale della beffa: dall'omaggio del rapper di Molfetta alla mostra, allestita a Livorno

Il 24 luglio, ovvero oggi, ricorre il trentennale della beffa delle 'teste' di Modigliani ripescate nel fosso di fronte al mercato a Livorno nel 1984.

Le tre pietre, erroneamente attribuite all'artista livornese, erano opere dello scultore Angelo Froglia, di Francesco Ferrucci, Piero Luridiana e Michele Ghelarducci, e saranno esposte in Fortezza Vecchia da domani, 25 luglio.

Proprio in occasione di questo anniversario, il rapper Caparezza, che nel suo ultimo disco "Museica" ha preso ispirazione da numerose opere d'arte, ha scelto di far uscire il videoclip del brano "Teste di Modì".

L'artista ha raccontato:


"Il 24 luglio 2014 festeggerò il trentennale del ritrovamento della 'Modì 2', la falsa scultura di Modigliani ritrovata nel Fosso Reale di Livorno e scambiata per autentica da pubblico, esperti e critici d'arte. Delle 3 false teste ritrovate nel 1984, la 'Modì 2' è stata l’unica scolpita per scherzo da un gruppo di amici, con leggerezza, senza obiettivi filosofico-artistici. Per questo ho scritto una canzone sull'avvenimento e per questo, il 24 luglio, ne pubblicherò sul mio canale Youtube (telecaparezza) il video ufficiale, all'interno del quale compaiono gli autori stessi della burla. Incontrarli e fare la loro conoscenza era un mio personale desiderio, covato da quando avevo 10 anni, età in cui li vidi in tv mentre ricreavano, davanti agli occhi basiti di tutta Italia, una scultura identica a quella ritrovata ed esposta nel museo. Quello scherzo sublime inceppò, seppur involontariamente, i meccanismi del mondo dell'arte. Per tanti fu subito stizza, per me fu subito amore"

La storia della false teste di Modì

Nel 1984, in occasione di una mostra promossa dal Museo progressivo di arte moderna, si decise di verificare se una leggenda metropolitana fosse vera: si diceva infatti che Amedeo Modigliani - che nel 1909 tornò a Livorno - aveva gettato nel Fosso Reale alcune sculture, dopo averle mostrate al Caffè Bardi ed essere stato deriso da alcuni amici artisti.

Il canale vicino a piazza Cavour, dove si trovava il caffè citato nella leggenda, venne dragato, e vennero ritrovate tre teste. I critici d'arte si divisero tra chi pensava fossero autentiche e chi no, e un mese dopo alcuni studenti universitari livornesi raccontarono alla redazione di Panorama di essere loro gli autori della burla. Come prova esibirono alcune fotografie, e dovettero anche realizzare un nuovo falso in diretta, durante uno speciale del TG1.

L'autore delle altre due teste invece era il già citato artista Angelo Froglia. Dichiarò che la sua non voleva essere una burla, ma che si trattava di

"...un'operazione estetico-artistica - per verificare - fino a che punto la gente, i critici, i mass-media creano dei miti"

Nel 2011 il regista Giovanni Donfrancesco ha realizzato sulla vicenda il film documentario "Le vere false teste di Modigliani".

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