Dagospia sul Padiglione Italia: Una genialata... Scopriamo perchè

Mettendo fra parentesi il gradimento personale (di chi scrive e di chi legge) sul personaggio, il giudizio a caldo sul Padiglione Italia dato da Roberto D'Agostino, ormai noto al secolo come come Dagospia, ci sorprende.

Non tanto per i contenuti espressi, quanto per chi lo ha pronunciato: le recenti rappresaglie televisive fra i due (con tanto di bichiere d'acqua lanciato in diretta), non hanno impedito a D'Agostino di esprimere un giudizio positivo sul chicchierato Padiglione di Sgarbi. Sue testuali parole: "Una genialata, non una maialata".

L'affermazione apparentemente così generosa è però da inquadrare in modo corretto. Per Dagospia, Sgarbi avrebbe infatti incarnato alla perfezione (e involontariamente) l'italico costume del "io raccomando te, tu raccomandi me, noi raccomandiamo tutti"... Un network capillare e complicato, un vero ecosistema di raccomandazioni, del "mi manda tizio" che rispecchierebbe in pieno il costume nazionale, piuttosto che andare contro la critica e il sistema dell'arte. Un giudizio diverso dalla stroncatura netta di Acille Bonito Oliva che ha parlato di "Padiglione di Arcore", di "tentativo di inflazionare l'arte contemporanea” da parte di chi "non ha amore verso l'arte contemporanea, non rappresenta una figura curatoriale, non ha esperienzà né conoscenza specifica dell'arte di oggi...”, chiudendo con battuta al vitriolo: "un'operazione necrofila, quantitativa e dispersiva di risorse pubbliche",

Voi che ne pensate?

Via | Artribune

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