Artsblog incontra Bianca Tschaikner e la sua Micro Publishing House

micro publichiong house bianca tschaiknerSulle rivoluzioni avvenute nel mondo editoriale nell'epoca del web, ci sarebbe l'infinito da dire. Non lo faremo qui, perché vi voglio mostrare il progetto che Bianca Tschaikner ha esposto al Museo d'arte moderna di Linz in occasione di Eurozine, meeting europeo delle riviste culturali. Si chiama Micro Publishing House, una casa editrice in miniatura. Date un'occhiata alle immagini.

Durante i tre giorni della manifestazione, Bianca e il grafico Thomas Maier hanno stampato una rivista d'arte tutta lì, in quello spazietto angusto. Una rivista particolare, tutta scritta in codice binario, ma che tra gli 1 e gli 0, nascondeva un messaggio in latino. Curioso no? Una specie di indovinello per il pubblico di Eurozine...

Ho fatto via mail qualche domanda all'autrice del progetto, Bianca Tschaikner, ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Bianca, puoi presentarti ai nostri lettori?

Sono nata in Austria, ho studiato letteratura a Vienna e media design in Austria e Cile. Ho concluso i miei studi con un libro illustrato di ricette dal Sud America che è stato pubblicato l'estate scorsa, ho iniziato a lavorare come illustratrice e ho vissuto in Marocco per più di un anno. Lì ho realizzato una serie di cartoline illustrate, "Postcards from Morocco"...

Artsblog incontra Bianca Tshaikner e la sua Micro Publishing House
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Artsblog incontra Bianca Tshaikner e la sua Micro Publishing House
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...mentre questo inverno ho viaggiato in India e nel sud est asiatico, cercando di documentare il mio viaggio con appunti e disegni, e adesso sono in Austria. Come puoi vedere, in questo periodo mi piace unire la mia voglia di girovagare con il mio lavoro. Disegno anche mappe di tutto il mondo per una rivista austriaca di cucina. Ok, e questa poteva essere l'introduzione! Riassumendola in un tweet, la mia vita di questi giorni è: disegnare, scrivere, camminare sulle montagne, godermi la primavera austriaca, suonare il piano e pensare al mio prossimo viaggio.

Raccontaci della Micro Publishing House al Museo d'arte moderna di Linz

L'idea della Micro Publishing House è stata di Magnus Hofmüller del Lentos Museum of Modern Art di Linz, e si è sviluppata in una installazione proposta al pubblico durante il 23° meeting europeo delle riviste culturali, Eurozine: quest'anno aveva come tema "Cambiando i media - i media in cambiamento", si è svolta a maggio. Nel corso di questa tre giorni la Micro Publishing House ha pubblicato tre piccole riviste, ognuna composta da una stampa artistica e un testo scritto dai giornalisti di Eurozine. Avevamo un computer, una stampante ad aghi, e un'altra stampante per le stampe ad alta qualità. Io ho lavorato un giorno alla mia stampa, gli altri due giorni è stato Thomas Maier a fare alcune stampe tipografiche. Le stampe d'arte alla fine sono state regalate ai partecipanti dell'incontro.

Quale era il significato del tuo progetto?

Mi era stato chiesto di partecipare sul tema dei media in cambiamento. Così ho fatto una linocut - un'incisione su linoleum - di un libro scritto in codice binario, in ASCII, un codice utilizzato dai computer per codificare i testi. Se fai lo sforzo di decifrare il codice, dice una frase latina: Habent sua fata libelli. Ho trovato affascinante lavorare con diversi livelli di media e di linguaggi, mettere in una nuova relazione simboli e codici e creare un sistema metaforizzato che attraverso gli ostacoli da superare potesse offrire nuovi stimoli. O non offrire assolutamente nulla - il che può variare a seconda di come ti approcci all'opera: il codice binario è la base di tutti i media digitali, ma quante persone lo sanno riconoscere, lo sanno leggere, o semplicemente sanno della sua esistenza? Per leggere il messaggio nelle pagine, devi essere capace sia di decifrare il codice binario, sia di tradurlo dal latino: ma per prima cosa, ti serve una certa dose di curiosità. E ancora: quante persone pensavano di leggere un libro fatto di una sola figura? Magari poi avevano la capacità di maneggiare le tecnologie moderne, ma nessuna capacità relazionale.

Il latino invece è la conoscenza tradizionale, è alla base di tutto quello che sappiamo, lo sappiamo leggere, ma non lo sappiamo capire, è un problema molto attuale, si può trasferire anche ai nuovi media. Sono tutte domande che trovo molto interessanti. Il libro potrebbe anche avere un messaggio, ma offre molte più domande.

Come ha reagito il pubblico di Eurozine? Hanno risolto l'indovinello?

Io l'ho spiegato solo a quelli che me lo chiedevano, che sono stati pochi, molto pochi, due o tre. Avrebbero rovinato il divertimento a tutti gli altri. Mi piace l'idea che qualcuno possa avere guardato il libro e pensato di trovarci un significato. Ma mi piace anche l'idea che non l'abbia trovato, e che ci sia un segreto ancora da scoprire. La maggior parte delle persone comunque non è andata oltre al primo impatto, la superficie del progetto, esattamente come mi aspettavo.

Cosa ci puoi dire dei tuoi prossimi progetti?

Al momento sto lavorando a un diario di viaggio fantastico sull'India, una serie di cartoline con divinità indiane, e a una grande mappa di Tangeri: oltre a quello spero di trovare tempo per dipingere e fare qualche linocut.

Se volete saperne di più su Bianca Tschaikner, potete tenere d'occhio il suo blog e il suo Flickr.

Artsblog incontra Bianca Tshaikner e la sua Micro Publishing House
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