TaxiGallery. A Roma artisti e tassisti lanciano un circuito alternativo per l'arte

taxi gallery

A Roma sembra essersi verificato qualcosa di meraviglioso, un cortocircuito di energie in grado di connettere due mondi, due pezzi di società, due "categorie" di lavoratori differenti (passatemi la connotazione novecentista e affatto contemporanea del termine): TaxiGallery.

Si parla spesso dell'ingessato circuito espositivo (sia che si tratti dei musei, sia che si tratti delle gallerie) e della cronica difficoltà che gli artisti (magari giovani e senza un curatore alle spalle) trovano ad accedervi. TaxiGallery è una risposta diretta a questo problema. Un risposta che nasce non dalle istituzioni, ma dalla stessa città e dai suoi attori, in questo caso del tutto peculiari. Non conosco approfonditamente la genesi del progetto, che spero d poter approfondire con un'intervista, ma di fatto a quanto posso capire dalla segnalazione che ci è arrivata in redazione e che credo meriti la nostra attenzione di osservatori, artisti e tassisti hanno fatto fronte comune e si sono autorganizzati unendo le loro forze. In buona sintesi, i taxi comunali offriranno le proprie autovetture per ospitare mostre e opere di artisti, trasformandosi in gallerie itineranti. Il primo evento Taxigallery averrà in collaborazione con il fefstival di fotografia indipendente "Occhi Rossi", il 2 luglio la presentazione ufficiale del progetto. A partire da lì, al via le prime 3 taxi-mostre sui primi tre taxi-pilota: "D-Tales", fotografie di Andrea Angeletti, Daniele Pinti, Flavio Rivabella, Roberta Rossi, Giovanna Onofri; "Presenze", fotografie di Arsenio Bitritto, Flora Contoli, Bianca Di Tullio, Francesco Ferrari, Matteo Vernia; "Altrove", fotografie di Alessandro Crapanzano, BIV, Claudia Sordi, Federico Picco, Ludovica De Luca

L'idea di rivolgersi al circuito di taxi colunali risiede in una riscoperta e reinvenzione di questo mezzo come spazio pubblico, con la sua valenza metaforica del continuo spostarsi nella città. Le potenzialità sono infinite al punto di vista della promozione e del marketing dell'evento artistico, prima di tutto la possibilità di raggiungere un pubblico completamente eterogeneo, randomico, fatto di residenti ma anche di passanti e turisti (pensate ai milioni di persone che transitano a Roma per lavoro e per vacanza ogni giorno). Ci ha mai pensato l'amministrazione? Fossi in loro mi mangerei le mani, ma devo dire che preferisco di gran lunga la spinta autonoma dell'iniziativa, che credo possa anche rappresentarne la chiave del successo: processo vivo dal basso contro direttiva burocratica calata dall'alto (ad esempio, come leggerete sotto, solo i tassisti e gli artisti interessati realmente al progetto - e di loro spontanea iniziativa - vi prenderanno parte).

Detto questo vi lascio con una frase del comunicato che sintetizza lo spirito del progetto e ci fa capire che il gruppo ha idee molto chiare sugli obiettivi e su come portatarli avanti: "Il senso dell'iniziativa risiede nell'opportunità di slegare gli artisti, le loro opere e il pubblico dai circuiti tradizionali e dai meccanismi obbligati, ormai quasi esclusivamente di carattere economico, che limitano la circolazione e la fruizione dell'arte. TaxiGallery è un'iniziativa indipendente, gratuita, non commerciale, autorganizzata da chi vi partecipa ed aperta a ogni artista e tassista che ne condivida lo spirito".

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