Loro c'hanno il Maxxi… noi c'abbiamo il Taxxi! Artsblog incontra gli ideatori di Taxi Gallery

taxi gallery project

Ci abbiamo messo pochissimo, perché questa intervista non poteva mancare.

La mia curiosità sul progetto Taxi Gallery è stata ampiamente ripagata. Qualche giorno fa ho incontrato i promotori del progetto che hanno accettato di rispondere alle mie domande con lo stesso entusiasmo che anima la loro iniziativa, e ho imparato molto.

Taxi Gallery ha una gestazione di oltre un anno, un'intuizione con dietro studio, impegno e passione che nasce dal desiderio di trovare circuiti alternativi di diffusione e promozione dell'arte al di fuori delle logiche convenzionali o strettamente economiche. Come le piante che crescono nelle crepe della metropoli, Taxi Gallery si sviluppa in uno spazio interstiziale non codificato, qualcosa di inaspettato e di "non previsto". È questo il terreno privileggiato delle creatività e dell'innovazione, o meglio della creazione e dell'invenzione. Come quello che ha trovato questo gruppo: inventare un uso diverso di una tecnologia esistente (il taxi come trasporto urbano) e ricodificarlo trasformandolo in una galleria.

Senza togliervi il gusto di leggere l'intervista e raccontarvi tutto con le mie parole, vorrei ricodare due cose. La prima è che il progetto è completamente gratuito e non ha fini di lucro. La seconda è lo slogan, che ho scleto come titolo dell'intervista: "Loro c'hanno il Maxxi… noi c'abbiamo il Taxxi!". Detto questo, comprenderete che non ho molto altro da aggiungere se non i complimenti e i migliori auguri a questa iniziativa. Ringrazio infine per le foto ricevute che testimoniano questo primo anno di vita, ricordandovi l'appuntamento del Festival Occhi Rossi dal 2 luglio, data in cui partirano le prime 3 esposizioni mobili a Roma.

Buona lettura.

Taxi Gallery project
Taxi Gallery project
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Taxi Gallery project
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-Innanzi tutto, presentazioni con il pubblico: come nasce TaxiGallery e, se vi va di rispondermi, chi si cela dietro queste fantastica intuizione (qui, appunto se lo ritenete, potete dire come è composto il gruppo, chi siete e cosa fate)

L'idea di realizzare mostre a bordo dei taxi è nata a margine della passata edizione del festival indipendente di fotografia OcchiRossi, che ha tra i suoi obiettivi quello di portare le esperienze espositive in luoghi non convenzionali in tutta la città di Roma (fuori, cioè, dal circuito ingessato e spesso escludente delle gallerie).
In quest'ottica abbiamo pensato che il taxi rispondesse perfettamente allo scopo, essendo un mezzo in costante movimento nella città e potendolo considerare, volendo, un luogo esso stesso: un luogo dove proporre mostre che non rimanessero vincolate all'indirizzo di una sede specifica, ma un luogo-nei-luoghi della città, che contemporaneamente può trovarsi in ogni posto o in nessuno, accessibile a un pubblico estremamente più eterogeneo di quello che troveremmo in una comune galleria. Possiamo dire che TaxiGallery con la sua formula espositiva mette letteralmente l'arte in circolazione.

Muovendo da queste considerazioni iniziali e grazie alla rete di relazioni creatasi fra i fotografi partecipanti al festival, abbiamo potuto realizzare la nostra prima mostra fotografica collettiva "Atlanta 7", che ha circolato a Roma sul taxi omonimo durante l'estate 2010 per concludere la sua "corsa" in un autentico (e anche inaspettato) bagno di folla alla manifestazione "San Lorenzo in piazza" organizzata dal III Municipio, dove centinaia di persone sono salite a bordo per vederla.

Da questo primo e positivo esperimento (già seguito da altre due mostre) è nata TaxiGallery, un'iniziativa indipendente coordinata dai fotografi Daniele Pinti, Flora Contoli e Claudia Sordi.


- Ci raccontate qualcosa di più su queste "prove generali" a Sal Lorenzo? Com'è andata?

E' stato un momento molto emozionante per tutte le persone coinvolte, fotografi e tassisti. E di certo molto divertente per il pubblico!
San Lorenzo, piazza dell'Immacolata, la festa "San Lorenzo in Piazza" con musica e bancarelle e, in mezzo alla piazza... un taxi!
Era settembre e cercavamo un posto per festeggiare con un degno finissage il successo del primo taxi "Atlanta 7" e la partenza del secondo "Photocab#2". Abbiamo avuto la fortuna di essere ospitati per due serate consecutive da uno dei quartieri più giovani e vitali. Il taxi era aperto ai visitatori che potevano salire a bordo e gustarsi le fotografie esposte.
Che dire… è un bellissimo ricordo perché tantissime persone circondarono il taxi, aspettando fino alla sera tardi il proprio turno per salire!
Addirittura, vista la coda di gente che si era formata, dovemmo aprire il portellone del bagagliaio per permettere alle persone di entrarci (!) e poter vedere la mostra da lì...

- Vorrei provare ad entrare insieme a voi nel meccanismo di TaxiGallery. Come trovate gli artisti e i tassisti disponibili? I tassisti sono coinvolti nella scelta degli artisti in qualche modo? Possono proporne? E, un volta accettato il progetto, che "responsabilità" hanno nella promozione della mostra?

Il nostro progetto è basato sull'autorganizzazione e finora lo strumento principe è stato il semplice passaparola: c'è da dire che la nostra Claudia nella vita è una tassista e certamente costituisce un tramite privilegiato, ma abbiamo anche collaborato con tassisti "amici di amici", conosciuti proprio grazie al passaparola, interessati all'iniziativa e felici di poter partecipare.
Ma naturalmente TaxiGallery è aperta a chiunque, artisti e tassisti, voglia proporsi o contribuire con nuove idee. Attraverso il web contiamo di farci conoscere e coinvolgere altre persone.
Il compito del tassista è di segnalare ai passeggeri che nel suo taxi c'è una mostra in corso e, visto che questo genera immediatamente molta curiosità, rispondere alle loro domande sulla nostra iniziativa.

- Un aspetto che mi incuriosisce parecchio (e penso valga anche per i lettori) è quello espositivo: come allestirete i taxi?

Abbiamo scelto una modalità espositiva compatibile con le esigenze del servizio fornito quotidiano dai taxi e non invasiva per i passeggeri: gli spazi fisici che contengono le mostre sono dei book cartacei molto sobri dove all'interno sono collocate le opere. Su ogni taxi viaggia un solo book.
Il portfolio realizzato è concepito come una mostra tradizionale, ma "compressa" in un album 30x30: si apre con un testo che introduce l'esposizione, a seguire troviamo le opere dei partecipanti e i loro rispettivi testi e contatti. Il book si chiude con alcune pagine bianche che fanno da libro firme, soluzione molto apprezzata dai visitatori che non hanno mai mancato di lasciare numerosi commenti. Ogni testo è accompagnato da una traduzione in inglese a beneficio dei molti stranieri che visitano la nostra città.
Questa modalità espositiva si è dimostrata molto efficace, essendo discreta e facilmente fruibile nel tempo medio di una corsa.

- Come sarà possibile riconoscere i TaxiGallery in circolazione? Ci saranno dei loghi esposti o eventualmente si potrà prenotare una "corsa" speciale?

Questo è il bello: non è possibile riconoscere i Taxigallery se non …salendoci a bordo! L'idea della casualità dell'incontro della esposizione e del fruitore è uno dei principi ai quali teniamo di più. Solo in questo modo la mostra diventa davvero il messaggio nella bottiglia, lanciato nel mare metropolitano.
Chi non sarà tra i fortunati passeggeri di Taxigallery, può però rifarsi agli eventi pubblici di inaugurazione o finissage. In questo caso, come abbiamo già raccontato, c'è sempre la vettura come ospite d'onore, ovviamente in versione "statica" e aperta al pubblico.

- Il logo è pronto, ma so che avete inventato anche uno slogan... Come vi è venuto in mente?

Si stava organizzando la mostra "Taxilady" e Flora, che ne curava la comunicazione, ebbe l'idea: "Loro c'hanno il Maxxi… noi c'abbiamo il Taxxi!"
Lo slogan è piaciuto a tutti perché sintetizza ironicamente quello che poi è il senso di Taxigallery: liberare l'arte dai circuiti tradizionali troppo vincolati al mercato e ai soliti "poteri".

- Potenzialmente TaxiGallery è un progetto globale, il requisito minimo e l'incontro di un tassista e di un artista. Ci avevate pensato? avete ricevuto qualche feedback da altre città? Pensate di estendere il progetto in altri luoghi, magari anche all'estero?

Come dicevamo, attraverso il web contiamo di estendere i nostri contatti e di coinvolgere sempre più partecipanti, espositori e tassisti, anche di altre città. Abbiamo già ricevuto qualche proposta di collaborazione da altre città e, perché no?, in futuro speriamo di uscire anche dai confini nazionali!
In potenza, come dici, Taxigallery non ha limiti!

- TaxiGallery parte con tre navette pilota e tre micro-esposizioni: per chiudere, vi va di raccontare ai nostri lettori i protagonisti di questa prima?

La presentazione di TaxiGallery si terrà a Roma sabato 2 luglio alle ore 17 durante il festival di fotografia OcchiRossi presso lo spazio "Piazza d'Armi" del Forte Prenestino.
In omaggio al festival che ci ospita e che ci ha fatti incontrare, inaugureremo tre collettive fotografiche che viaggeranno su altrettanti taxi:

"D-Tales", fotografie di Andrea Angeletti, Daniele Pinti, Flavio Rivabella, Roberta Rossi, Giovanna Onofri
"Presenze", fotografie di Arsenio Bitritto, Flora Contoli, Bianca Di Tullio, Francesco Ferrari, Matteo Vernia
"Altrove", fotografie di Alessandro Crapanzano, BIV, Claudia Sordi, Federico Picco, Ludovica De Luca

Veniteci a trovare!

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