Arte e feltro: dai teschi di orsacchiotto alle creaturine divora Barbie

Sculture in feltro stephanie metz

Il feltro è materia prediletta da molti artisti per le sue infinite possibilità grazie alla lavorazione con l'ago che arriva a produrre volumi tridimensionali anche con una certa facilità. E sarà per la texture già calda della lana, ma spesso e volentieri queste "sculture" catturano l'immaginazione e si perdono nei confini liquidi tra arte e artigianato.

Ci piacciono molto gli studi sull'anatomia animale di Stephanie Metz, artista sensibile al mondo naturale e ai suoi aspetti scientifici, all'organico e all'inorganico, al fantastico e al reale; come nella serie Teddy Bear Natural History. Uno studio interessante che analizza la figura dell'orsacchiotto, simbolo di nostalgia dell'infanzia e ingenuità, ma che rappresenta bene il nostro modo di manipolare la realtà. Ma anche la serie Pelts è notevole, qui capi d'abbigliamento del quotidiano vengono invasi dal feltro, inteso come metafora di uno degli attributi fondamentali dei mammiferi, la peluria, che però l'uomo moderno -occidentale- tende sempre più a rimuovere o a voler nascondere.

Andando più sul divertente, segnaliamo anche le creaturine di Moxie; sono piccole evoluzioni di insetti e dinosauri con una connotazione specifica: hanno una bocca gigante. Che si mangia piccole bambole in plastica, con una certa preferenza per teste e coscie di Barbie. Anche nel caso di Moxie, il lungo curriculum punteggiato di mostre ed eventi, testimonia il grande riscontro che solleva questo tipo di arte scultorea.

Sculture in feltro stephanie metz
Sculture in feltro stephanie metz
Sculture in feltro stephanie metz
Sculture in feltro stephanie metz

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