Io Non C'ero. Artsblog incontra i ragazzi dell'Accademia di Belle Arti di Macerata


Con questa intervista collettiva si chiude il nostro incontro con la performance di Video-Teatro "Io non c'ero" dedicata alla memoria del G8 di Genova.

In questi giorni sono stati molti gli articoli dedicati a un anniversario triste, per non dimenticare. Noi lo abbiamo fatto con il nostro stile, seguendo una performance. L'ultimo atto di questo picolo ciclo è stato incontrare direttamente i ragazzi dell'Accademia di Belle Arti di Macerata.

Con l'aiuto di Giacomo Verde, artista e docente che ha coordinato il progetto, ho rivolto al gruppo di 25 studenti due semplici domande: "Che personaggio/ruolo hai avuto nella perfmance? Cosa è cambiato nella tua percezione del G8 di Genova e cosa hai scoperto grazie a questo lavoro?, chiedendo il loro nome e quanti anni avessero - come potete vedere l'età oscilla fra i 20 e i 23 anni. Ci siamo dati una scadenza massima per l'invio delle risposte, il 20 luglio, ed eccone i risultati.

Spero di poter realizzare altre interviste colletive in futuro, mi sembra un modo interessante di "raccontare" una storia. E ringrazio i ragazzi che, nonostante il caldo, gli esami e l'avvicinarsi del periodo estivo ci hanno dedicato il loro tempo: chissà che qualcuno non continui a risponderci qui. Buona lettura



INTERVISTA COLLETTIVA

Giorgia Gagliardini, 22 anni. Ruolo: tecnico video (ha mixato i video della 1° giornata sulla canzone di Manu Chao "Bongo Bong")

Prima di realizzare lo spettacolo sapevo che al G8 di Genova c'era stato un'abuso di potere da parte dello Stato e delle forze dell'ordine, che nei black block c'erano infiltrati della polizia e dei carabinieri, che i manifestanti erano dei no-global, ma tutto questo in linee molto molto generali. Grazie alle ricerche e allo studio fatto insieme al prof ho approfondito tutti questi aspetti; ho scoperto che al G8 non c'erano solo i no-global ma che fu un momento di grande coesione sociale, dove le "anime" più diverse sono state in grado d' unire le loro forze e dare vita ad un movimento collettivo e compatto. Scoprire come lo Stato ha impostato la manifestazione, quali misure di repressione aveva deciso d'adottare a priori, mi ha fatto rabbrividire ed indignare. Mi continuo a domandare come sia stato possibile che 10 anni fa gli italiani siano stati impassibili a tutto questo; addirittura ancora oggi c'è chi difende lo Stato e le cosiddette forze dell'ordine in merito a questo evento e cio' mi lascia sconcertata, nel sentimento generale ormai il G8 è diventato "solo" l'omicidio di Carlo Giuliani, si guarda al particolare e non a tutto il contesto in cui è avvenuto. Si riteneva e si ritiene l'Italia uno Stato democratico, mi domando allora dove sono e dov'erano 10 anni fa gli italiani in quei giorni di sospensione dei diritti umani ? Perchè non hanno difeso la loro democrazia?

Sonia Matacotta, 22 anni. Ruolo: performer, manifestante semplice + tecnico audio

Partendo dal fatto che non conoscevo bene questa storia, sapevo in grandi linee cosa era successo in quei giorni ma, avendo solo 10 anni all'epoca, non ero in grando di esporre una mia opinione e i media non sono stati davvero SINCERI su quello che realmente era acccaduto. Diciamo che la mia opinione era, dette in parole terra terra : " questi hanno fatto casino e d è giusto che le hanno prese "
Ma poi a distanza di 10 anni con un po di maturità in più e soprattutto grazie a questa stupenda esperienza, che auguro a tutti di poter provare, ho avuto la possibilità di ragionare e capire cosa davvero è successo davvero. Ho scoperto un'Italia che nasconde ciò che per primo l'italiano dovrebbe sapere, ho scoperto che non solo centinaia di persone hanno preso tante di quelle bastonate al punto che una ragazzo ha rimesso la vita, ma ci hanno provato anche gusto! Spero soltanto che le persone che guarderanno il nostro spettacolo si rendano conto a che punto è arrivato questo paese e possano dire le stesse parole che ho detto io : "VERGOGNA"

Marta Tavoloni, 21 anni. Ruolo: mixaggio live (prima parte della performance dello schermo laterale destro)

Devo dire che l'argomento lo conoscevo ben poco, giusto le parti più salienti della vicenda. Dopo tutto il lavoro di ricerca fatto per realizzare la performance devo dire che il tema mi ha particolarmente coinvolto sia per quanto riguarda il profilo di una presa di coscienza civile sia da un punto di vista emotivo. Inoltre tutto il lavoro svolto e il fatto di aver visto l'opera realizzata, mi ha dato la possibilità di avvicinarmi ulteriormente al mondo del teatro.

Saverio Romagnoli, 22 anni. Ruolo: performer, il medico

Devo prima di tutto ringraziare il professor Verde che ha lanciato questa sfida della performance su un fatto di cronaca italiana che fa ancora molto parlare di se a distanza di 10 anni. Prima della performance le mie conoscenze sul fatto erano basilari ed ero piuttosto scettico sul risultato finale, ma ho dovuto ricredermi. In poco più di un mese abbiamo creato, costruito l'evento a partire da materiali di repertorio, registrazioni audio e performers, tutto questo grazie ad un grande lavoro di gruppo coordinato dal professore e dal suo assistente. Grazie agli incontri e ai dibatti ho potuto conoscere gli eventi che hanno portato alla tragedia del 20 Luglio 2011 in Piazza Alimonda e successivamente alla mattanza nella Diaz. Sono passati 10 anni, ma l'amaro in bocca rimane per le ingiustizie e i casi irrisolti e qui ci siamo noi, che con la nostra piccola performance rievochiamo gli eventi, ricordando a tutti come le cose in Italia spesso non funzionano come dovrebbero.

Gloria, 23 anni. Rouolo: performer, Black Bloc

Sinceramente il G8 è sempre stato un argomento a me molto caro. Mi ero fatta un’idea precisa sulle giornate di Genova e da sempre avevo preso posizione, purtroppo molta gente evitava l’argomento, la maggior parte delle volte perchè poco informata (cosa che capita tuttora parlando della TAV). Questa performance non solo mi ha dato la possibilità di approfondire la questione ma mi ha anche donato una nuova speranza. Molte persone che hanno collaborato a questo progetto inizialmente non sapevano molto sul G8, questo non li ha scoraggiati, bensì li ha motivati ancora di più. Ci siamo documentati e ora ognuno si è fatto una propria opinione. Questo mi ha aperto gli occhi, l’Italia non è quel Paese che se ne frega (come ci vogliono far credere) ma è solo un Paese malinformato (con la voglia però di sapere la verità).

Laura Lucarini, 20 anni. Ruolo: perfomer, il video maker

Che dire, è sicuramente un' esprienza che fa riflettere. L'aver cercato informazioni in prima persona e non averle ascoltate passivamente da altri impone già di per se un altro punto di vista, poi ero piccola quando è successo, 11 anni nemmeno, quindi non ero particolarmente informata.
Anche scoprire questo metodo di lavoro è stato interessante. E' un canale più diretto e incisivo di far pasare dei messaggi ed è molto evocativo. Uno strumento che ci può permettere di espandere l'area delle nostre competenze o di metterci insieme tutti quanti in modo da collaborare su vari settori. Lo spirito di gruppo è indispensabile se il lavoro è fatto nel modo giusto.

Nel complesso è stata davvero una bella esperienza, anche completa sotto molti punti di vista perchè copre campi dalla crescita tecnica a quella personale.

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