The us in virus. L'influenza suina diventa un social network


Interessante l'opera della giovanissima artista Darija Medic, attualmente impegnata in un PhD presso il Networked Media programme di Rotterdam.

Il titolo dell'opera è "The us in virus". Darija ha creato una serie di sticker da utilizzare in spazi pubblici e privati dove le persone entrano in contatto fra di loro, anche senza volerlo (bagni, bibblioteche, edicole). Stickers molto semplici in cui l'autrice utilizza la celebre frase di apertura di Facebook ("Facebook helps you share and connect with the people in your life") sostituendo il soggetto con il celebre virus H1N1, l'epidemia di influenza suina che nel 2010 ha letteralmente terrorizzato il mondo. Il risultato è: "H1N1 helps you share and connect with the people in your life".

Qual'è il senso dell'operazione? Un'analogia fra l'ifrastruttura di un social network e un virus biologico è istituita. Da un lato, Darija riflette su come infrastrutture decentralizzate come i social media siano solo apparentemente paritarie, nascondendo in realtà relazioni di potere e creando i così detti "giardini recintati" (walled garden), qui interpretati come una sorta di quarantena dove gruppi sociali omogenei si rafforzano nel loro isolemento. Dall'altro, lo stesso social network viene osservato non come una piattaforma online, ma come un linguaggio fra gruppi sociali esistenti.

L'evoluzione dell'opera è nelle intenzioni dell'artista una piattaforma che colleghi in tempo reale i Tweet che riguardano il virus H1N1. Intanto si porta con sè gli sticker social-congaggiosi e li appiccica un po' ovunque nei suoi viaggi.

The us in virus

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