I Gao brothers censurati dal regime cinese

Fratelli Gao- Miss Mao

La censura su artisti e loro opere fa ancora notizia e questa volta colpisce i Gao brothers: il regime cinese non ha apprezzato le provocazioni delle loro ultime installazioni, in particolare la serie intitolata Miss Mao, finora esposta solo oltre oceano perché censurata in patria. Sotto accusa la scultura prodotta in svariati colori e rappresentante un mezzo busto gigante del leader Mao Zedong, in versione femminile, con seno nudo e naso lungo con chiare fattezze falliche. Opera che non va molto per il sottile. Soprattutto se leggiamo il titolo in lingua originale: Mao xiao jie. Ovvero una voluta ambiguità tra "signorina" e "prostituta". Ma la pietra dello scandalo non è solo l'opera in questione: uno dei temi più trattati dai due fratelli è l'omosessualità (come ci raccontavano già anni fa i colleghi di Queerblog), purtroppo ancora un tabù. Soprattutto in terra cinese.

Questo è già il secondo episodio di censura, il primo finito niente meno che con l'arresto di Weiwei, altro artista molto noto in patria e non solo. I due fratelli denunciano che recentemente diversi funzionari cinesi hanno visitato il loro studio nel 798 Village Art, la zona degli artisti di Pechino, ordinando di chiuderlo senza fornire alcuna motivazione. In realtà, i due artisti sono sempre stati sotto controllo da parte delle autorità, sia per aver firmato una lettera aperta del dissidente Fang Lizhi all’allora leader Deng Xiaoping durante la rivolta di Piaza Tienammen, sia per aver dimostrato da sempre una forte opposizione al comunismo.

Opposizione che è stata ereditata dal padre Gao, il quale, in piena rivoluzione culturale sessantottina, venne arrestato ed incarcerato perché ribelle e dissidente. Ecco allora che si spiega lo spirito contestatore e dissacrante dei due performer, in particolare nella scultura in cui ritraggono il presidente Mao Zedong inginocchiato nell'atto di chiedere perdono per le sue colpe, la cui testa è stata "decapitata" e nascosta per rimanere nell'anonimato. I fratelli Gao resistono e stupiscono. Fortuna che la passione per l'arte è più forte di ogni censura.

Fratelli Gao


Via | Libero




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