La statua di Wojtyla a Termini ancora al centro delle polemiche


Sul fatto che sia brutta sono d'accordo quasi tutti , e perfino i critici che la difendono usano argomenti piuttosto labili, se non proprio insicuri. La statua di papa Wojtyla che campeggia a Roma davanti alla stazione Termini, realizzata da Oliviero Rainaldi, è talmente imponente nella sua bruttezza che non smette di suscitare polemiche. Ultimo indignato del lungo elenco è il senatore dell'Idv Stefano Pedica, che afferma senza mezzi termini: "Nei prossimi giorni raccoglieremo le firme e organizzerò un sit-in per chiedere l'abbattimento della statua della vergogna, perchè oltre a non rappresentare nulla, la testa di papa Wojtyla è irriconoscibile e inguardabile. Metterò un cartello per chiedere scusa a chi passa davanti alla statua della vergogna e chiederò al sindaco di spendere bene i nostri soldi".

E moltissime altre critiche hanno preceduto quelle di Pedica, tanto che forse la poca somiglianza della riproduzione in bronzo con i tratti somatici di papa Wojtyla, è forse il minore dei mali. Il grande "busto" incavato che la sorregge e che dovrebbe rappresentare l'accoglienza, ad esempio, non è rivolto verso la stazione, cioè verso chi giunge a Roma, ma dalla parte opposta, verso chi si appresta a partire. In qualche modo quindi è come se la statua volgesse le spalle agli stranieri: quando si disegna l'implicazione simbolica dell'opera d'arte è impensabile farsi sfuggire una cosa simile, significa pensarla avulsa dallo spazio circostante.

Perfino la Chiesa si è divisa e se l'Osservatore Romano e la Santa Sede hanno avanzato solo generiche perplessità, un sacerdote si non ha lesinato una staffilata: "Non mi piace assolutamente, sembra una garitta dei militari, peraltro sventrata". Altri ancora lo hanno visto come un possibile rifugio per barboni, uno spazio che per la sua conformazione e posizione consente di soddisfare bisogni non propri spirituali ai viandanti che passano in stazione. Insomma comunque la si chiami - garitta, campana spaccata, tendone - l'opera è di quelle destinate a mettere d'accordo tutti, in negativo. E il fatto che sia stata donata non giustifica certo l'accettazione passiva da parte di Sovrintendenza e Amministrazione Capitolina - questo a detta anche di Federico Mollicone (Pdl) che non ha esitato a mettersi contro il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Che una delle capitali del bello, forse la più importante, come la città di Roma, debba rassegnarsi a sporcare la sua immagine millenaria con simili atrocità non è un buon segno, né per l'arte contemporanea né per la nostra società. Il brutto in fondo è una forma di violenza.

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