Ernesto Thayaht: la tuta, la moda, il futurismo

Oggi compirebbe 118 anni, Ernesto Thayaht è stato un artista e un antesignano in molti campi della creatività italiana del secolo scorso. Il suo è stato un eclettismo a largo raggio, che ha spaziato dalla scultura alla pittura, dal disegno industriale alla creazione di nuove leghe di metallo e di monili in stile primitivo, e che si è espressa in tutto il suo fulgore nella progettazione di abiti e tessuti.

Infatti ai più è conosciuto per essere stato l'inventore della tuta da lavoro (1919), ma dal fatidico incontro con Madeleine Vionnet a Parigi in poi, sono sbocciati tutti i suoi studi e i progetti che hanno reso famoso nel mondo il concetto di moda e creatività sartoriale e di design made in Italy. Anche se un po' prima di Parigi, Thayaht aveva incrociato l'arte in senso più stretto (e va detto, già il nonno era un famoso scultore in America) ed esposto a Firenze alcuni suoi lavori astratti che lo avvicinarono all'ambiente dei futuristi.

Il futurismo tornerà anche più avanti, nel 1929, ma questa volta a Milano, dove esporrà con Marinetti; nel '30, nel '32 e nel '34 partecipa alla Biennale di Venezia e nel '33 e nel '36 alle Triennali di Milano. Ma nei suoi interessi e tra e sue attività ci furono anche la scenografia, la fotografia e, negli ultimi anni del ritiro a Marina di Pietrasanta (dove si è spento nel 1959), si dedicò pure agli avvistamenti degli Ufo, fondando il Cirnos, il Centro indipendente raccolta notizie osservazioni spaziali.

Immagine | Trama e Ordito

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