"Documentare Installazioni Complesse": come conservare il contemporaneo

Quello della conservazione non è un problema che riguarda solo opere antiche, che siano come sculture in bronzo o pitture su tavola, anche il contemporaneo ha infatti bisogno di manutenzione.
La questione è interessante soprattutto per le esperienze artistiche che usano materiali insoliti, organici, che si sottopongono a rapido deterioramento, o per dispositivi articolati che pongono la necessità di sostituire delle componenti o di poter essere riprodotti.

“DIC - Documentare Installazioni Complesse” è un progetto pilota di documentazione, promosso da Maxxi, Museo delle arti del XXI secolo, di Roma e dalle Civiche Raccolte d’Arte di Milano; obiettivo del progetto è il monitoraggio, attraverso approcci tecnici e teorici, di alcune opere di artisti contemporanei al fine di una loro conservazione e riproducibilità. Le due istituzioni operano insieme al fine di verificare se e come si possano stabilire dei comuni parametri che, rispettando l’autenticità dell’opera stessa, indaghino l’eventuale riproducibilità o sostituibilità di alcune componenti. Il punto di riferimento del progetto costituire la costola italiana dell’INCCA - International Network for the Conservation of Contemporary Art.

Primo passo di questo progetto è il ciclo di mostre “Maxxi installazoni”, che ha proposto al pubblico romano il “Gargoyle” di Tony Oursler e “Vapore” di Bill Viola e che a partire dal 26 settembre allestirà installazioni di Maurizio Mochetti, Michelangelo Pistoletto e Charles Sandison.

Sullo stesso tema, segnaliamo il saggio “Conservare l’arte contemporanea. Problemi, metodi, materiali, ricerche” di Oscar Chiantore e Antonio Rava, pubblicato da Electa nel 2006.

Via | darc.beniculturali.it

Immagine | Tony Oursler, "Gargoyle", 1989

  • shares
  • Mail