The Influentials. Donne influenti e influenzate alla School of Visual Arts di New York

Ecco cosa mi piace prima di tutto di questo evento: il modo in cui è costruito.

"The Influencials" si svolgerà a New York fra il 26 agosto e il 21 settembre prossimo, presso la Galleria della School of Visual Arts (SVA). Una mostra dedicata alle 19 allieve più promettenti della Scuola distintesi durante l'anno, ma anche alle artiste che hanno influenzato il loro percorso. Un ponte generazionale, dunque, che crea legami di filiazione e riconoscimento fra artiste emergenti e affermate e allo stesso tempo un omaggio alle seconde, il più sincero che si possa immaginare: aver lasciato un segno così profondo in un'altra persona, al punto di influenzare ciò che essa produce, di essere una fonte di ispirazione. Ma non c'è solo questo.

Oltre a raccgliere fra le più note artiste della scena newyorchese (come Katherine Bernhardt, Inka Essenhigh, Aïda Ruilova, Phoebe Washburn), ognuna delle 19 alunne ha potuto indicare un'artista o una persona di particolare"influenza" le colleghe più anziane. Il gruppo di "influenzatori" così formato è a sua volta entrato a far parte della mostra, come la nonna di Phoebe Washburn, che con la sua saggezza ha ispirato la nipote nell'uso di materiali riciclati. Le relazioni di influenza fra i lavori delle giovani artiste e delle artiste affermate sono mostrate grazie ad una visualizzazione web, che mette in luce un modello di collaborazione fra artiste contemporanee e, allo stesso tempo, il tipo di networking che avviene oggi fra studi, gallerie e piattaforme digitali, "connettendo generazioni, generi, razze, religioni e strutture di potere" come afferma la curatrice Carrie Lincourt.

La mostra comprende quadri, foto, installazioni, video e performance, inclusi una serie di panel e incontri di approfondimento critico, che completano il progetto.

[Video in alto: Marilyn Minter, Green Pink Caviar, 2009]