Libia, i crimini di Gheddafi in una mostra a Bengasi


Vi ricordate di Kais al-Hilali, lo street artist libico ucciso dai sostenitori del regime? La presa di Tripoli da parte dei ribelli alleati per la liberazione della Libia, ha avuto un ruolo importante dal punto di vista simbolico. Dopo quarantuno anni di regime oppressivo, che ha censurato la creatività considerandola inutile, anche gli artisti stanno cominciando a rialzare la testa. Ne è testimonianza una mostra in corso dal 18 luglio scorso a Bengasi, una collettiva dal titolo i Crimini di Kadafi.

Ad accogliere i visitatori all'ingresso una statua alta oltre tre metri dal titolo Pattumiera della Storia. Circondato da topi e spazzatura, il leader libico è rinchiuso in una gabbia.

Manco a farlo apposta, la mostra si svolge sul lungomare di Bengasi, in una villa in stile italiano dove il defunto re Idris di Libia ha annunciato l'indipendenza nel 1951. L'edificio è stato dipinto di rosso ed è diventato la la nuova sede permanente del Museo dei Crimini di Gheddafi. Perché nessuno dimentichi la ferocia e la barbarie di un tiranno azzoppato, ma ancora in piedi.

Photo via Los Angeles Time.

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