Il genio di Tappari in mostra al Premio Skiaffino

casa maiale Se vi capita di passare dalle parti di Camogli e di visitare la mostra collettiva allestita dalla Fondazione Remotti per il Premio Skiaffino, chiedete subito in quale sala si trovano le opere di Massimiliano Tappari. Io Tappari l'ho scoperto per caso, sfogliando un suo libro da Giufà, il caffè libreria di San Lorenzo, a Roma. Me ne innamorai subito. In quel piccolo libro, Coffee Break - pubblicato dall'ottima casa editrice di Mantova, Corraini - Tappari riusciva a raccontare una straordinaria avventura semplicemente fotografando i dettagli di una macchinetta del caffè, che a seconda della prospettiva e delle dimensioni dava vita a oggetti, figure umane, persino paesaggi.

In un altro libro, Oooh!, sono raccolte fotografie di ogni genere, raffiguranti oggetti comuni, case strade, ma tutte con una particolarità che stimola l'immaginazione, anche grazie alle fulminanti didascalie che le accompagnano. Qui affianco potete vederne un esempio: è bastato stringere il campo dell'obiettivo per trasformare un palazzo storico nella faccia di un maiale! Ma anche un fermaglio per capelli, visto in verticale può diventare una Tour Eiffel, e così via... Irresistibile. Tappari ha saputo raccogliere, innovandola, la lezione del grande Bruno Munari in modo davvero originale e genuino. Che il premio Skiaffino, dedicato ai calembour linguistici e visivi, se lo lasciasse scappare era improbabile. Non lasciatevelo scappare neanche voi e intanto date un'occhiata al simpatico blog che mise su in occasione di una mostra.

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