Biennale di Lione 2011: la bellezza della contraddizione


Ci toccherà aspettare ancora qualche settimana per il passaggio del testimone tra la Biennale Borderline e la Biennale tu cur, un progetto nato dalla mente visionaria di Thierry Raspail nel lontano 1989. Due eventi per un solo teatro d'eccezione: Lione!

Dopo Le Spectacle du quotidien dell'edizione 2009 firmata dal giovane organizzatore cinese Hou Hanru, ecco Une terrible beautée est née (espressione delle incertezze del poeta Yeats, contenuta nel poema ispirato dalla rivolta degli irlandesi contro il dominio britannico in occasione della Pasqua 1916), titolo ben più che programmatico (quasi profetico oserei) per un'esposizione basata sul tema della contraddizione, radice produttiva e contrastata che promette risultati tanto originali quanto inaspettati.

Un'equipe internazionale, creativa e innovativa formata da più di 60 partecipanti provenienti da 40 paesi diversi (soprattutto Europa e America Latina) che esporranno dal 15 di settembre fino alla fine di dicembre, approfittando di 14 000 mq distribuiti su 4 location da togliere il fiato:



La miglior definizione dell'avvenimento esce dalle labbra strette della sua curatrice, l'argentina Victoria Noorthoorn. Lei stessa ammette che la provocazione giocherà un ruolo essenziale e che gli artisti hanno lavorato nella più grande libertà. Il risultato è solo immaginabile perché la Biennale è una specie di animale imprevedibile come l'arte che racchiude e esalta, una forza che non si lascia imbrigliare in nessuna categoria e resiste, imponendosi violentemente, a ogni tentativo di categorizzazione!

Altro che gite fuori porta settembrine, solo la settimana d'inaugurazione (un tour de force di vernissage, concerti e proiezioni dal 10 al 17 settembre) vale il viaggio.

Via | biennaledelyon.com

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