Ostalgia, l'arte sovietica al New Museum


Il termine Ostalgia è piuttosto recente (il dizionario Zanichelli lo ha registrato la prima volta nel 2008) e, almeno da noi, è diventato più diffuso e compreso dopo il successo del film Goodbye Lenin!, grazie al quale abbiamo conosciuto il sentimento di nostalgia verso oggetti e prodotti della Germania dell'Est che andarono scomparendo dopo il crollo del muro, fagocitati dalla cultura liberista occidentale e poi globale. Ostalgia si intitola la mostra visitabile al New Museum di New York fino al 25 settembre. Pitture, installazioni, fotografie, sculture di artisti che hanno operato sotto il regime e di quelli che ne ricordano forme, segni e comunicazioni.

Artisti russi, cechi, tedeschi e degli altri paesi del blocco che hanno operato sotto censura e spesso hanno saputo aggirarla, altri che hanno fatto del linguaggio della propaganda la propria forma espressiva, riuscendo però a farla esplodere, o a condensare in essa desideri e visioni, testimoniando in ogni caso la propria epoca, la storia personale intrecciata con quella politica del socialismo reale. Di certo una delle mostre più interessanti dell'anno, che apre il nostro sguardo su un mondo per noi in gran parte sconosciuto. In alto una foto di Nikolay Bakharev, la numero 14 della serie “Relazioni”, 1989.

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