Artleaks. Nasce il Wikileaks dell'arte

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"È tempo di rompere il silenzio."

Inizia così il comunicato che annuncia al mondo la nascita di Art-Leaks.org, piattaforma che, sulle orme di Wikileaks, si propone di denunciare abusi, vessazioni, censure e pressioni operate dalle/nelle/sulle istituzioni culturali. Il centro propulsore è l'Europa dell'Est, la Romania in particolare. La prima lettera di denuncia riguarda infatto l'Unicredit Pavillon di Bucarest, struttura dedicata all'arte contemporanea e finanziata dall'omonimo gruppo bancario: vi si denuncia la politica di gestione vessatoria e discriminante operata ai danni di artisti, curatori, intellettuali (e a quanto legiamo persino del pubblico) portatori di di un punto di vista critico. Ma nel mirino di Artleaks ci sono il Kandinsky Prize 2008, a partire dall'artista Alexei Belyaev (additato come esponente di un nazionalismo ultra-reazionario di destra e di sinistra) e la Biennale di Mosca 2005 (consiglio la letura integrale del testo, è molto interessante).

Artleaks pubblicherà denuncie e seglalazioni di abusi e comportamenti illeciti o scorretti da parte di istituzioni sia firmati che anonimi, purché documentati. Il sito è in inglese e la redazione curerà la veridicità e l'attendibilità delle fonti (nei limiti del possibile). Una mia riflessione: sono ancora solo tre i casi presentati, ed è presto per formulare giudizi su questa giovane iniziativa. Ma la mia impressione è che lo stile e il contenuto delle segnalazioni siano lontani dal gossip, tentino una lettura critica del contesto e abbiano una profondità e una "politicità" se possibile maggiori di Wikileaks.

Non sappiamo chi sarà il prossimo della lista (e la curiosità è innegabile) ma, con il mio in bocca al lupo agli art-leakers presenti e futuri, mi interessa forse di più capire come le notizie verranno proposte, come (e se) il Wikileaks dell'arte si svilupperà con una specificità rispetto al suo predecessore.

Via | Artribune

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