Luciano Emmer, l'arte vista dal cinema

Da Il mistero Picasso di Henri-Georges Clouzot a Lo sguardo di Michelangelo, testamento spirituale di Antonioni, passando per le numerose riflessioni di Godard e Sokurov, i maestri del cinema si sono spesso occupati della pittura e confrontati con essa. Non tutti sanno, però, che un regista italiano ingiustamente considerato minore, Luciano Emmer, è stato forse l'autore più seminale nell'esplorare il connubio cinema/pittura. I suoi lavori, infatti, non sono semplici documentari sull'arte, ma saggi in forma di cinema sullo sguardo e la bellezza, su come concepire la distanza e il movimento della macchina da presa rispetto all'opera, e la funzione, psicologica e narrativa, del successivo montaggio. Imperdibili, tanto per gli amanti dell'arte quanto per i cinefili. Ci pensa oggi la benemerita Cineteca di Bologna a distribuirli, raccogliendo in un cofanetto (2 dvd + libro) questi film ormai divenuti introvabili, se non per quei pochi fortunati che riuscirono a registrarli nottetempo da Raitre, a Fuori Orario.

In esergo a Parole dipinte, questo il titolo del cofanetto, la citazione di un maestro del cinema come Alain Resnais dà la misura dell'importanza e unicità di queste opere: "Se non fosse esistito Luciano Emmer non sarei mai diventato regista". I due dvd presentano un'ampia selezione dei film sull'arte realizzati da Luciano Emmer in un arco di tempo di quasi settant'anni. Dal pionieristico Giotto di "Racconto da un affresco" al Bosch di "Paradiso terrestre", dal Carpaccio della "Leggenda di sant'Orsola" a Goya, Leonardo, Michelangelo, Picasso. Nel booklet (in edizione bilingue, italiano e francese) oltre a un saggio inedito della curatrice che ripercorre l'intera attività di Emmer nel cinema d'arte, uno scritto di Adriano Aprà.

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