La Gioconda a Firenze nel 2013: manovre di avvicinamento


Non c'è dipinto che abbia più solleticato la fantasia di esperti e comuni mortali come la Gioconda di Leonardo Da Vinci. Le diverse interpretazioni che si sono susseguite nel tempo vi hanno visto letteralmente di tutto: dal riassunto delle concezioni filosofiche del maestro rinascimentale, al manuale tecnico-pratico delle sue conquiste in materia di prospettiva, dalle indicazioni per la risoluzione di presunti misteri dalla natura criptica e a tratti inquietante, fino alle elucubrazioni freudiane che individuano nella donna rappresentata Caterina, madre dello stesso Leonardo, ritratta dopo la sua morte (e spiegherebbero la reticenza che gli impedirà di separarsene fino alla fine smentendo, allo stesso tempo, la tesi secondo la quale la tela fosse il frutto di una commissione).

Per non parlare del nutrito gruppo di sostenitori dell'autoritratto burlesco (avvalorato dai rumors sulle preferenze equivoche del grande artista). Una delle ultime scoperte (fine 2010) si concentra invece sugli occhi della protagonista. Silvano Vinceti, Presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali, sostiene l'esistenza delle lettere L e V nell’occhio destro (probabili iniziali di Leonardo stesso) mentre in quello sinistro si potrebbero, a suo dire, percepire un ’CE’ o una ’B’. Naturalmente il mistero si infittisce con il ritrovamento contestuale del numero 72 (simbolo esoterico e religioso).

Una supposizione che si scontra con quella della studiosa savonese Carla Glori secondo la quale, le lettere dipinte nelle pupille sarebbero la S e la G, che identificherebbero nella Gioconda, Bianca Giovanna Sforza, giovane figlia di Federico il Moro, e il numero richiamerebbe, per la sua particolare posizione, la distruzione del Ponte Gobbo di Bobbio (Piacenza) avvenuta proprio nel 1472 a causa dell’onda di piena del Trebbia permettendo di collocare geograficamente il paesaggio retrostante.

L'ultimo atto della grande vicenda che la vede sempre al centro, è quello che ha dato origine al Comitato Nazionale per il rientro della Gioconda a Firenze nel 2013, le cui attività si sono concentrate nella raccolta di firme e nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica sullo spinoso soggetto. Nonostante le preoccupazioni di Vincent Pomarède, responsabile dipartimento delle opere pittoriche presso il Louvre durante l'intervista realizzata dal quotidiano francese Le Figarò, e le scuse pubbliche (seppur tardive) di Vinceti per il furto commesso da Vincenzo Peruggia il 20 agosto 1911, l'accordo sembra ancora lontano!

Via | convab.it

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