'Outside in', in un documentario una ricognizione storica su graffiti e street art

La mostra Art in the Streets a Los Angeles diventa lo spunto per girare un documentario sulla storia del movimento dei graffiti e della street art. Si chiama Outside In, è stato diretto da Alex Stapleton e verrà proiettato in prima mondiale domani sera all'Urbanworld Film Festival di New York.

La mostra voluta da Jeffrey Deitch al Moca di Los Angeles diventa l'occasione per fermarsi un attimo a riflettere: perché portare la street art nei musei e nelle gallerie? Perché tutto ciò che è stato prodotto è poi inesorabilmente scomparso, la memoria storica latita e ci sono moltissimi casi di crew, artisti, personaggi che, eventualmente, potrebbero non essere mai esistiti. Nessuno ne ha documentato l'esperienza.

Ecco come si giustifica questo passaggio 'dal fuori al dentro' (Outside in), dove la presenza fisica di un'opera nel tempo disegna un altro spazio di riflessione sopra il movimento della street culture. Dentro al video (che speriamo possa arrivare presto in Italia), troverete Shepard Fairey che si chiede “Perché un'espressione pubblica, non commerciale, viene considerata criminale?” e farete conoscenza con artisti più o meno famosi: Lee Quiñones, Swoon, Futura, Mister Cartoon, Revok, Martha Cooper, Invader e un italianissimo Gusmano Cesaretti, che dà Luccca raggiunse Los Angeles e poi Chicago, e divenne un pioniere della graffiti art americana, documentando, da fotografo, l'età dell'oro del movimento.

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