Piazza Navona a Roma: la storia delle fontane e della chiesa

Piazza Navona un tempo stadio e poi sede dei giochi agonali in epoca barocca fu luogo di invenzioni architettoniche e qualche rivalità. Scopriamo insieme la storia della chiesa e delle fontane della piazza

Quando si arriva a Piazza Navona avremo l'impressione di trovarci all'interno di una piazza inusuale. La forma allungata di 275 m, infatti, lascia immaginare gli antichi usi già al tempo dei romani. Prima usato come luogo per i giochi ginnici con Cesare ed Augusto, poi come stadio di Domiziano, poi sede del mercato del Campidoglio si trasformò nel Rinascimento in un vero centro residenziale di alto rango con la costruzione di lussuosi palazzi. Dalle finestre i ricchi proprietari potevano anche godere di rappresentazioni di battaglie navali con la piazza riempita dai condotti dell'Acqua Vergine.

La Chiesa di Sant'Agnese in Agone fu fondata ancor prima del Rinascimento in un'epoca antecedente al XII secolo sul luogo del martirio della giovane santa. Troppo semplice forse, la chiesa fu arricchita nelle forme dai progetti seicenteschi di Carlo Rainaldi e di Borromini, famosi per ondulare gli edifici di un'affascinante linea concava. I campanili e la cupola diedero alla chiesa l'aspetto di un tempio barocco in cui alla grazia divina si mescolava la ricchezza della chiesa di Innocenzo X.

Ma il barocco non finisce qui e vede contrapporsi le due personalità più influenti del tempo: Borromini e Bernini in una leggendaria e bizzarra concorrenza artistica. Le fontane infatti quella dei Quattro Fiumi , la più imponente, fu progettata da Gianlorenzo Bernini nel 1651 dopo che Innocenzo X si convinse ad affidargli il compito che inizialmente doveva essere affidato al suo pupillo Borromini. Molto più grande del progetto iniziale, le sculture che simboleggiano i fiumi del Rio della Plata, del Gange, del Nilo e del Danubio, non più realizzate in bronzo, ma in travertino, furono ingrandite per sorreggere l'obelisco in pietra al centro della fontana, copia di quello dl Circo di Massenzio. Tra stemmi e simboli papali una fauna e una flora lussureggiante: un drago un delfino un serpente marino, piante marine e rocce, che compongono l'universo esotico di personalità potenti. Una leggenda dice che la scultura del Rio della Plata si stia coprendo dalla visuale della chiesa del Borromini. Che fosse un'indizio della leggendaria rivalità?

La Fontana del Moro vede ancora contrapposti il Bernini e il Borromini. La piscina sottostante alla vasca poligonale di Giacomo della Porta è di Borromini e fu arricchita dalla scultura del "moro" realizzata da Giovanni Antonio Mari su progetto di Bernini, da cui prende il nome. La scultura è un Etiope che lotta con un delfino che a dispetto di altre sculture poi rimosse, piacque molto al papa Innocenzo X. Quattro tritoni che inizialmente erano nei "mari" della fontana di Piazza del Popolo vennero trasportati qui per accompagnare questa intrepida lotta sull'Acqua Vergine. Il Moro forse era più vicino al popolo romano di quello che si poteva pensare: i tratti erano probabilmente quelli del noto Pasquino la statua che raccoglieva le proteste scritte del popolo romano. Anche contro il Papa.

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