Lui Bolin: l'artista-camaleonte

Liu Bolin al Teatro La Scala

Che sia un desiderio di sparizione o una fusione (quasi mistica) con gli oggetti che lo circondano. Sicuramente le performance dell'artista cinese Liu Bolin, stupiscono proprio per la capacità mimetica del loro protagonista e inventore. Sceglie monumenti, luoghi storici, chiese, simboli della cultura e dell'immaginario collettivo nei quali quasi (con-)fondersi come il simpatico animaletto. L'abbiamo visto tra le Poltrone del Teatro La Scala e dinanzi alle guglie del Duomo di Milano (dopo estenuanti ore di preparazione per riprodurre esattamente il colore della pietra), tra le gondole del Canal Grande, negli splendidi scenari del Palazzo Ducale, di Piazza San Marco a Venezia e all'Arena di Verona, ma anche sulle tipiche cabine del telefono londinesi, davanti agli scaffali del supermercato e alla bandiera statunitense.

Una cosa è certa, Bolin ama l'Italia, e come non potrebbe vista la ricchezza di sfondi che gli offre il bel paese. Si è fatto fotografare nelle più belle città, ma (nonostante le apparenze non giochino a suo favore) il suo non è un viaggio di piacere. Le idee che intende promulgare con la sua protesta pacifica, si situano in un solco personalissimo tra fotografia, pittura, happening e body art ed esprimono una volontà di camouflage alla duplice interpretazione. Se da un lato è evidente l'orgoglio e il desiderio di fondersi con i capolavori, i simboli dell'Arte per eccellenza, dall'altro si può leggere, nella scelta dei soggetti pop come la merce dei supermercati e le bandiere una critica alla posizione di emarginazione dell'individuo che sembra letteralmente "sparire" nella società contemporanea, assorbito (senza neanche rendersene conto e non potendo soprattutto opporre resistenza) dai suoi decori.

Il documentario realizzato dalla società di produzione indipendente Mazen testimonia le fasi della sua trasformazione in patina trasparente, e offre, attraverso le parole dello stesso Bolin, un chiarimento riguardante le concezioni estetiche e gli scopi dei suoi lavori. Lui è una specie di fantasma che si serve del corpo per rendere più potente il suo messaggio e sottrarlo alle banalizzazioni.

Via | Liquida.it

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