Street art. Intervista a BOL

Kong Kong - 2007 - BOL e KIWY TNT - Spark Roma

L'immagine dei due pappagalli innamorati è un tema ricorrente per l'urban artist BOL, e a chi piace il genere l'avrà notata per le strade di Roma (un esempio il muro esterno della Stazione Anagnina). Un disegno riconoscibile che si nota. E questo per un artista è un successo, perché ha uno stile che lo contraddistingue. Tuttavia l'immagine che compare nel post è di genere diverso, ma è un lavoro che piace molto a BOL, realizzato nel 2007 insieme a KIWY TNT per lo Spark (lo skatepark indoor di Roma). E poi c'è l'omaggio che l'artista rende alla sinuosità femminile...

Quando hai iniziato ad occuparti di street art? Hai fatto degli studi d'arte o sei un autodidatta?

Ho iniziato nel 1988 come autodidatta, nel centro sociale autogestito Forte Prenestino nel quartiere di Centocelle (Roma) mi occupavo della realizzazione di striscioni politici, di interventi artistici nel quartiere, e del Laboratorio di disegno e pittura all'interno del centro. Nel 1990 ho iniziato a scrivere il mio tag (BOL) e successivamente sono entrato a far parte dapprima della TMH, poi della 23recordz crew, Tremaroma, ed infine della PDB.

Ho visto in diversi quartieri di Roma i tuoi lavori, che propongono spesso due pappagalli innamorati. Come mai la scelta del soggetto e come sei arrivato al tuo stile molto definito.

Sin dall'inizio ho scelto soggetti di tipo animale che si adattavano bene al formato orizzontale dei treni che dipingevo. La scelta dei pappagalli è scaturita in seguito, soprattutto dall'esigenza di trovare un soggetto che ripetesse le frasi che uso nel mio quotidiano. Esprimono soprattutto i miei sentimenti verso le persone che amo o che comunque frequento, ma anche cio' che mi accade tutti i giorni. Altro stile che mi caratterizza è quello dei tubismi, che nascono e sono tracciati dal movimento della sfera (BOL). Il mio nome è la rappresentazione grafica della simbologia femminile (cerchio). Nato come suono dolce e morbido è trasmesso attraverso lo stile sinuoso delle mie linee e delle mie lettere e dunque delle mie forme come ad attrarre la femminilità verso le mie opere e la mia persona.

Usi la street art per marchiare il territorio? Se sì perché, se no cosa ti spinge?

Il concetto di territorio, come spazio fisico delimitato, non mi appartiene più e lo ritengo un residuo ideologico degli anni passati. Oggi lo spazio, inteso come territorio dove esprimersi, per il quale utilizzare le proprie energie, dove applicare le proprie ideologie, non ha confini. Questa idea è nata in me con la caduta del muro di Berlino ed è stata massificata con l'avvento di internet. Pone l'uomo davanti a tutti gli uomini (almeno teoricamente) e dà la possibilità di esprimersi, comunicare, recepire, trasformare la propria realtà senza confini né geografici né culturali.
Per questo cerco di usare più possibile, simbologie al posto delle parole (ad es. il disegno di un cuore al posto della scritta "cuore"). Il bisogno di esprimermi è l'unica cosa che mi spinge a cercare la comunicazone e lo realizzo con la pittura perché è il mezzo che preferisco e per il quale vengo più apprezzato, ma utilizzo spesso anche la scrittura e la voce nonché il linguaggio corporeo.

Molti artisti urbani non firmano le loro creazioni per scelta, tu, come altri noti, lo fai. Una forma di vanità nonostante l'esigenza di rimanere anonimo?

Il writing è definito come scrivere il proprio nome (tag) quindi non potrei fare a meno di firmare i miei pezzi (graffiti) e continuare a definirmi tale. La vanità è uno degli stimoli che, generato dall'apprezzamento di se stessi, porta ad esprimere il meglio di sé agli altri ed è quello che faccio quotidianamente. Vengo da una cultura di strada dove il diverso è spesso emarginato, ma ha la fortuna di non essere omologato. L'esempio che vorrei gli altri recepissero è proprio il fatto che la diversità è una ricchezza e che partendo dalla negazione dell'omologazione, come ho fatto io, si può avere una notorietà che valorizza spesso ciò che viene espresso. Non ho più la necessità di essere anonimo da diversi anni e nascondere quindi la mia identità. Quest'ultima è pubblica e ciò che realizzo è per il bene della società che sì, necessita la mia identificazione, ma non ho nessun problema ad assumermi le mie responsabilità ed entrare in facilitato contatto con gli altri attraverso la semplice identificazione. Spesso
l'identificazione serve anche a direzionare verso di me il prodotto della verifica creativa, intesa come validazione o meno del risultato del mio esprimermi (ad es. se voglio esprimere amore verso una persona, con l'identificazione posso sapere se ha capito che la amo io e che amo proprio
lei). Per altri aspetti della mia vita mi piace non essere identificato e abbraccio totalmente l'idea trasmessa da Luther Blissett nei suoi scritti, ma nel writing per me non avrebbe senso.

Oltre alla firma scrivi anche l'indirizzo di un sito di street art. Come vedi internet e come lo utilizzi? La street art può vivere anche su muri virtuali?

Sì, scrivo https://www.23recordz.net che è l'indirizzo del sito della mia crew (gruppo di amici e writers) con la quale dipingo e che è composta da 5 persone le cui firme sono KEMH SNOOPY ROY BOL e SLOT. Internet è il mezzo virtuale che permette il contatto, l'incontro, la scoperta. Ho un indirizzo https://www.myspace.com/bol23 e lo utilizzo proprio per questo. E' come l'antipasto che precede il pranzo, l'amo e l'esca che precede la pesca. E' lo spazio piu' grande del mondo, più facilmente raggiungibile, è una grande promessa. Utilizzo questo strumento come facilitazione alla comunicazione. Non credo che la street art (arte di strada) possa vivere solamente su internet. E' tale solo se realizzata in strada o se dalla strada che la produce è portata in altri luoghi fisici. L'immateriale può descriverla e renderla pubblica ma non è supporto dove realizzarla. A questo proposito comunicativo internet è il miglior mezzo per mostrare l'arte, ma una volta interessato ad un opera fisica vorrò toccarla con mano ed assaporarla con tutti i sensi che ho a disposizione.

Progetti per il futuro sia d'arte che di vita in generale.

I progetti artistici che sviluppo in questo momento sono in linea con i miei programmi futuri e riguardano la pittura in genere. Oltre a realizzare opere sto facendo mostre in galleria e organizzerò delle mostre come art director, dei laboratori di writing per adolescenti, delle autoproduzioni a basso costo ed intendo collaborare con le istituzioni per la realizzazione di opere pittoriche su grandi superfici. Nei miei progetti di vita quotidiana c'è principalmente l'acquisto di una automobile nuova di cui ho estremamente bisogno visto che la vecchia si sta disintegrando. In quelli a lungo termine c'è la consapevolezza che attraverso quelli a breve saprò dove mi sto dirigendo.

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