La vergine delle rocce e degli infrarossi


Sul sito della National Gallery di Londra, una storia da non perdere per tutti i lettori di artsblog che sanno l'inglese, o guardare benissimo le figure.

La riflessografia a infrarossi (risorsa a riguardo) è riuscita dove la semplice storia dell'arte, ahimé, fallirà sempre, pur supportata dalla più fervida fantasia, dalla più rigorosa documentazione. A tornare indietro nel tempo, e rivelare, della vita di un dipinto che tutti conosciamo, quello che non possiamo vedere più.

I curatori della National, attraverso un procedimento che rivela, con precisione più accurata di molti altri, gli strati di colore che giacciono sotto la stesura definitiva di un'opera, ha scoperto che non di sole correzioni o piccoli pentimenti si trattava, nel caso di questo Leonardo da Vinci.

Ma di una sorta di brutta copia, poi abbandonata; molto più di un semplice "pentimento", e poco meno di un altro capolavoro, mancato.

Leggete tutti i dettagli sulle precedenti posture, capelli, significati di Maria, qui. Un ingrandimento molto interessante dei risultati della ricerca, qui.

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