Le foreste di Eva Jospin al Blu di Prussia di Napoli

Le foreste di Eva Jospin

Le foreste dell'artista francese Eva Jospin sono incantevoli rilievi di cartone. Se qualcosa nel nome non vi sembra nuovo avete la memoria fina, visto che si tratta proprio della figlia del politico socialista ed ex-primo ministro francese Lionel Jospin. Le opere della giovane scultrice francese (classe 1975) sono esposte con la direzione di Mario Pellegrino alla storica galleria Blu di Prussia di Via Filangieri a Napoli, fino al 5 novembre, in un connubio che nasce dalla lunga e consolidata collaborazione con la galleria parigina Pièce Unique di Marussa Gravagnuolo e Christine Lahoud.

Le opere della Jospin si offrono all'interno di Palazzo Mannajuolo, una cornice liberty "ad alto contenuto storico" che crea un contrasto interessante con la tematica ecologista della mostra. Se le foreste che danno il nome all'esposizione restano l'emblema della naturalità, lo "spazio cesellato" che le accoglie è la quintessenza della costruzione artistica e, in quanto tale, inevitabile portavoce dell'artificialità che si avvicina al capolavoro architettonico.

I suoi lavori si pongono al crocevia di numerosi linguaggi artistici che a tratti si inseguono e a tratti si sovrappongono: pittura, scultura, collage nei paesaggi naturali che intrecciano e costruiscono "esperienze ottiche che sfidano le classiche leggi della prospettiva sulle quali è basata l'intera rappresentazione occidentale", secondo le parole del celebre critico e curatore Dominique Païni. Le foreste della Jospin hanno spessori inaspettati, effetti di luci e di ombre che si rincorrono su differenti livelli, trompe-l’œil che si affermano nell'edificazione di un invitante labirinto che ci chiama al soavemente al suo interno.

Via | seroxcult

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