"Fra Angelico e i maestri della luce" al Museo Jacquemart-André di Parigi

Il "Beato Angelico", pittore di Madonne e di santi, esecutore perfetto degli incarnati delicatissimi del primo rinascimento, all'alba di quel periodo di grandi innovazioni che avrebbe cambiato per sempre la storia (e non solo dell'arte) italiana e straniera. A più di seicento anni dalla sua nascita, il Museo Jacquemart-André di Parigi dedica al frate dal pennello prodigioso, una mostra che ha dell'incantevole. Le sue tele affiancate a quelle dei "maestri della luce" (la corrente artistica del quale è considerato il precursore), il suo lavoro accostato al fermento che avvolse la Toscana negli anni a cavallo tra la seconda metà del 1300 e la fine del 1400, in una specie di "artistica continuità" che si nutre di influenze e rielaborazioni, costruendo un continuum che proprio dal frate dominicano trae origine, per estendersi direttamente a Zanobi Strozzi (uno dei suoi principali aiutanti), Benozzo Gozzoli (affezionato discepolo) e successivamente diluirsi nelle personalità di artisti come Domenico di Michelino, Filippo Lippi e Alesso Baldovinetti.

Una mostra nel cuore dell'ottavo arrondissement della capitale francese, costituita da cinque percorsi che coprono gli snodi principali della vita del pittore ponendola in relazione con il fertile contesto del fiorentino:

C'è tempo fino al 16 gennaio, ma nel mese di ottobre sarà possibile approfittare di due importanti iniziative: la conferenza (gratuita ed in lingua italiana) dello storico dell'arte Salvatore Rotolo alle 16 di giovedì 20, organizzata dal Centro di Cultura Italiana di Parigi e la visita guidata a cura di un incaricato del Museo Jacquemart-André (a pagamento ed in francese) alle 10.45 di sabato 29 ottobre.





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