Taxxi vi guida negli spazi del museo, reinventandoli


Il dipartimento Educazione del Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma organizza ha organizzato ieri una live performance molto particolare al Maxxi. In collaborazione con la Cooperativa RadioTaxi 3570 hanno dato vita al progetto Taxxi, inscenando una performance di creatività sociale. L'esibizione giunge al termine di una serie di workshop gratuiti con il compito di coinvolgere le persone immaginando con loro pratiche creative sull'uso di strumenti e sulla condivisione di spazi.

Casualmente l'evento è andato in scena il 15 ottobre, in concomitanza con la grande manifestazione di protesta a Roma che pure - se si escludono i violenti, che hanno impedito e oscurato la manifestazione stessa - era prevista come una grande "performance" plurale volta alla riappropriazione dello spazio cittadino e di quello politico-sociale. I protagonisti di Taxxi dal canto loro hanno occupato vari ambienti interstiziali del museo: l’info point, l’ingresso, le rampe, le scale, la piazza e le finestre della caserma. In ogni angolo video, suoni, tableux vivant, installazioni e altri generi di strategie espressive. Così descrive l'evento Gianni Piacentini, uno dei sei artisti che fanno parte della Compagnia Taxxi, spiegando anche la scelta del nome:

Il progetto prende corpo dalla visione disordinata e folle che ogni giorno un tassista deve affrontare immergendosi nel traffico cittadino della Capitale. Allo stesso modo si vogliono condurre gli spettatori dell'evento a risvegliarsi dal torpore e vivere il museo con occhi nuovi, non passeggeri ma autisti di se stessi all'interno dello spazio museale, accompagnati inoltre da testimonial d'eccezione, i tassisti, che incarnano perfettamente la metafora di questo nuovo punto di vista.

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