"L'occhio sulle strade" al Parc de la Villette

Le storie urbane in versione video sono di scena al padiglione Paul Delouvrier del Parc de la Villette di Parigi, XIX arrondissement, fino al 15 gennaio 2012. Armati di pazienza ed apertura di spirito, ci accingiamo a penetrare nell'universo composito dei 23 artisti, provenienti dai luoghi più disparati, che hanno descritto il bacino della strada. Un luogo non-luogo, inteso come percorso di scambio fortuito, mecca di incontri legati al caso o al fato, ma soprattutto uno "spazio sociale", che proprio nelle interazioni che vi avvengono costruisce un'identità multipla, fatta di sguardi rapidissimi e di passi affrettati.

Il tutto pensato per agevolare la fruizione da parte di qualsiasi pubblico. In quest'ottica si terranno, un giovedì al mese, delle proiezioni illustrate dagli stessi artisti, divise per genere:


  • 20 ottobre: Prospettive documentaristiche con le Formiche urbane di Edson Barrus; testimonianze del complesso rapporto che lega i videartisti al mondo nel quale sono inevitabilmente calati, nel segno del profondo rinnovamento descrittivo che è spesso adesione concretissima ad una realtà personale.

  • 17 novembre: Fiction con Winter di Tessa Joosse l'allusione come maestria del gioco tra che si nutre del piacere di raccontare, o di far finta di farlo senza che nessuno ne sia completamente cosciente.

  • 15 dicembre: Animazione con i Passages di Inès Wickmann al centro di universi urbani che si distorcono e ricompongono continuamente in insiemi fantastici e inquietanti, che però hanno sempre nell'umano il loro instabile centro.

  • 12 gennaio: Performance con I’m Like This 7 Days Of Week di Ferhat Özgür per interrogarsi sulle strade future della creazione e soprattutto sulla sua capacità di reinterpretare la presenza dell'artista dinanzi allo spettatore.

Secondo un modus operandi ormai tipico della location, intorno all'iniziativa si coagulano diversi ateliers organizzati da professionisti del settore e dedicati ai giovanissimi che potranno cimentarsi con i racconti permeati di linguaggio di strada, lo slang (giusto per intenderci, ma non utilizzate la parola inglese per carità), le foto e i video legati all'ambiente urbano.

Chissà perché quando ho visto l'affiche mi è tornata alla mente una frase del libro di Alan Zamboni L'ultimo quadro di Van Gogh:

Il cammino distinto e convenzionale della borghesia non avrebbe mai incrociato quella strada polverosa, violenta, sporca e scorretta riflessa nello sguardo di Suzanne [...]

Che sia proprio questa, l'anima storta della strada che non si sottrae all'occhio che la indaga?

Via | villette.com

  • shares
  • Mail