Condannato l’elettricista di Picasso: rubò 271 opere del pittore

Pierre Le Guennec e la moglie sono stati condannati a due anni di reclusione dal tribunale di Grasse

 

Impara l’arte e mettila da parte dice un vecchio proverbio. Evidentemente l’ex elettricista Pierre Le Guennec ha frainteso questo antico adagio visto che, sfruttando in maniera fraudolenta la fiducia concessagli da Pablo Picasso, ha “occultato” 271 opere del pittore andaluso in un garage del sud della Francia.

Oggi, questa storia lunga quarant’anni, è giunta all’epilogo al Tribunale correzionale di Grasse, nelle Alpi Marittime, non lontano dalle ultime residenze di uno dei geni del Novecento. Secondo la legge francese è stato un furto: Le Guennec e sua moglie Danielle sono stati condannati a due anni di prigione.  Le opere, sequestrate dalla giustizia, saranno affidate all’amministratore della Picasso Administration, Claude Ruiz-Picasso, che rappresenta gli eredi. Lo scorso 12 febbraio il pubblico ministero aveva chiesto cinque anni per la coppia di pensionati di Mouans-Sartoux.

Pierre Le Guennec e sua moglie hanno sempre sostenuto che le 271 opere impilate nel loro garage furono un regalo informale di Jacqueline Roque Picasso, ultima sposa dell’artista. L’uomo sostiene che Jacqueline gli abbia detto: “Questo è per voi”. Quando l’uomo è tornato a casa e ha aperto il cartone vi ha trovato in quel plico disegni, schizzi e carta stropicciata.

Nel settembre 2010, quarant’anni dopo quel presunto regalo, la coppia aveva presentato quelle opere a Claude Ruiz-Picasso, per ottenerne l’autentificazione e il diritto morale sulle opere. Le cose, però, avevano preso una piega differente: i sei eredi dell’artista si sono coalizzati facendo causa  e, durante il processo, le testimonianze dei congiunti e degli esperti di Picasso sono confluite sulla medesima versione, per distruggere la tesi del dono. Uno degli elementi determinanti è stato il fatto che Picasso siglava sistematicamente tutte le proprie opere offerte in dono, mentre nessuno dei disegni in possesso di Le Guennec è risultato firmato dell'artista.

I tre avvocati difensori dei Le Guennec, invece, sono sembrati inadeguati e non sono riusciti a produrre nessuna testimonianza in grado di supportare la loro tesi. La presunta “donatrice” Jacqueline Roque, ultima moglie di Picasso, si suicidò nel 1986, all’età di 59 anni, tredici anni dopo la scomparsa del pittore.

Gli eredi Picasso hanno sostenuto la tesi dell’incompatibilità del dono con il numero delle opere:

Io non ho mai capito come si possa avallare questa versione. È come se voi andaste dal panettiere per una baguette e lui ve ne desse 271!,

ha detto Maya Widmaier-Picasso.

Catherine Hutin-Blay, figlia di Jacqueline e la sola fra gli eredi ad avere conosciuto l’elettricista quando era al servizio dell’autore di Guernica, ha confermato che a Notre-Dame-de-Vie à Mougins, ultima dimora del pittore, l’elettricista godeva di una fiducia incondizionata. Una tesi che confermerebbe quanto affermato da Le Guennec che ricorda come Picasso e la moglie lo chiamassero “piccolo cugino”. Ma la legge non ha creduto a questa versione della storia, condannando alla prigione i due coniugi francesi.

 

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