Gli artisti fuorilegge e la loro "galleria mobile"

rendez-vous-sauvage

Tre anni fa fecero scalpore "disturbando" la trentacinquesima edizione della Fiac (Foire internationale de l'art contemporain) istallandosi nei pressi del 104, il centro culturale del XIX arrondissement e della cour Carrée del celebre museo del Louvre. Si tratta di un gruppo di giovani creativi, che hanno rifiutato di farsi schiacciare dalle bieche logiche commerciali imperanti anche nel mondo dell'arte, lanciando la loro personalissima interpretazione di promozione. Parola d'ordine: rendez-vous sauvage, una specie di sovversione della tradizionale logica espositiva che si serve di un camion come "cabinet de curiosités mobile".

E' Vincent a spiegare l'origine di questa particolarissima "galleria su ruote", ex rivendita di fiori e vestiti comprata per 2000 euro, è stata "rimessa a posto e ridipinta conservando la cabina di prova. A volte mi travesto da scimmia e mi ci metto dentro", ed è sempre lui a dare un'idea del messaggio veicolato: "E' anche un modo di essere indipendenti aggirando le gallerie".

Si tratta di un avamposto sovversivo piccolo e maneggevole, viene infatti parcheggiato strategicamente nei pressi di grandi eventi artistici, sfruttandone l'eco per amplificare l'idea. I protagonisti che hanno dato vita all'originale iniziativa provengono per lo più dalla prestigiosa scuola di design parigina Esag Penninghen e hanno riscontrato spesso la solidarietà dei passanti, ma non quella della polizia che ha contestato la mancanza di autorizzazione. Per snidarli e saperne di più è sufficiente recarsi sul loro sito.

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