Gli eroi africani al Metropolitan Museum di New York

Uno degli effetti del colonialismo è la presenza di artefatti provenienti dalle colonie nei nostri musei. Pezzi a volte salvati dalla distruzione a volte semplicemente rubati, e l'Africa è uno degli esempi più eclatanti di questo fenomeno (che va ben oltre l'arte, a dirla tutta).

Al Metropolitan Museum di New York è in corso una mostra molto particolare che racchiude oltre 100 pezzi di arte africana prese in prestito da collezioni della Germany, Svizzera, Belgio, Granbretagna, Portogallo, Francia e Stati Uniti (tutti paesi colonialisti per eccellenza, come notate). La mostra ha un titolo suggestivo, "Heroic Africans. Legendary Leaders, Iconic Sculptures". Il periodo storico trattato copre un arco dal XII all'inizio del XX secolo, l'area geografica è l'Ovest e il Centro Africa e la tipologia di opere consiste principalmente in sculture. Queste sculture sono fra i pochi resti tangibili di leaders e capi legendari che hanno plasmato la memoria e la cultura di questo continente prima del colonialismo, come gli Akan del Ghana, i capi Bangwa e Kom del Camerun, Chokwe di Angola e Zambia, i Luluwa, gki Hemba, i Kuba e della Repubblica Democratica del Congo. Sfruttando materiali umili, quali argilla e legno, avorio e preziose leghe metalliche, gli scultori provenienti da queste regioni hanno catturato e immortalato per sempre ritratti idealizzati dei loro eroi che, tramandati nelle tradizioni orali, oggi arrivano fino a noi.

La mostra rimarrà esposta al Metropolita Museum fino al 29 gennaio 2012, per poi spostarsi a Zurigo.

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