Gente da Fiac 2011!

Gente da Fiac 2011

Sembra proprio che esista una sottospecie ben definita di individui che potremmo ironicamente definire "fauna da Fiac". Reinterpretando l'originale operazione di Vincent Huguet che non ha esitato a cimentarsi in un piccolo saggio sociologico "nel cuore degli stand", pubblicato sul portale francese dedicato alla cultura evene, eccoci quindi pronti a tracciare una serie di riflessioni su alcune costanti che riguardano gli "esseri a due gambe" incontrati in questa intensissima tre giorni, e i loro "amatissimi prolungamenti" naturalmente.

Apocalittici o Integrati.
La definizione di Umberto Eco calza a pennello per descrivere l'atteggiamento dei presenti. Se c'era chi si faceva trascinare tra gli stand dall'amico, la fidanzata o il compagno di turno, sfoggiando espressioni al limite dell'incredulo (soprattutto dinanzi ai prezzi non propriamente economici degli esemplari offerti ai suoi occhi), altri "soggetti" sembravano essere proprio a loro agio nel magma incandescente di persone intente a discutere in almeno cinque o sei lingue diverse.

Evviva il passeggino
Non che sia pratico spostarsi con il pargolo tra opere poggiate in ogni dove, pavimento in primis, se poi ci si aggiunge che l'amatissimo delfino va accuratamente controllato per evitare che ingerisca parti di arte inestimabile, il resto va da sé. Ma, a parte le normalissime difficoltà che si incontrano "deambulando con prole" in qualsiasi altro luogo, la Fiac 2011 sembra aver integrato abbastanza bene la presenza di under 5, naturalmente se ben sorvegliati da genitori con un numero di braccia non inferiori a quelle del dio Shiva.

IPad mon amour
Non c'è che dire, Steve Job avrebbe apprezzato "la rivoluzione da IPad" che non ha risparmiato alcun settore della Fiac 2011. Se c'eravamo già abituati alla vista di simpatiche meline fluorescenti che spuntano in ogni galleria che si rispetti, in questi giorni abbiamo assistito ad una vera e propria "consacrazione artistica della tablette Apple". Una media altissima di rappresentanti del popolo della mela, si aggirava con IPad sottobraccio per mostare opere, performance e istallazioni. Magia del tocco d'artista non c'è che dire!

Via | evene.fr

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