Michelangelo e Raffaello a Roma, una storia del Rinascimento


Il Palazzo Sciarra ospita fino al 12 febbraio una vera e propria mostra-evento: Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello. La Fondazione Roma Museo ha curato un allestimento di amplissimo raggio, che ripercorre l'evoluzione della produzione artistica italiana del XVI secolo, dal Rinascimento ancora intriso di elementi umanistici alla nuova tensione religiosa di fine secolo, assumendo come guida di riferimento l'opera dei due grandi pilastri di questo percorso nello scenario della città eterna. Aprono già l'ingresso della mostra tre opere, l’Apollo-Davide di Michelangelo da una parte e l’Autoritratto e il Ritratto di Fedra Inghirami di Raffaello, che introducono in modo simbolico il grande percorso espositivo, diviso in sette sezioni.

La prima, destinata alla celebrazione del principio del secolo, con i pontificati di Giulio II della Rovere e di Leone X, propone i ritratti di Raffaello provenienti dal Museo di Capodimonte e i disegni preparatori di Michelangelo prestati dagli Uffizi. La seconda è dedicata al culto e allo studio dell'Antico da parte degli artisti dell'epoca, e comprende anche lo splendido disegno del Pantheon di Raffaello. Una serie di ritratti a confronto illustrano, nel passaggio successivo, il modo in cui l'arte affronta i personaggi chiave di un'epoca di travolgimenti, quella che segue il Sacco di Roma del 1527.

La terza sezione si concentra invece sul lasso di tempo del pontificato di papa Paolo III Farnese, tra 1534 e il 1549, periodo di rinascita della città, che culmina con la realizzazione dell'affresco della Cappella Sistina. L’arco temporale proposto coincide anche con l’evoluzione di un importante progetto architettonico: la ricostruzione della Basilica di San Pietro, a cui è dedicata la quinta sezione. Chiudono la mostra una finestra sull'arte dei primi manieristi, imitatori e seguaci dei due maestri, e una sugli oggetti decorativi e d'uso quotidiano dell'epoca che nel corso degli anni sono stati investiti essi stessi di una considerevole aura artistica.

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