The First Actresses - Come nasce il mito delle dive del passato


Nell'Inghilterra della seconda metà del 1600, una donna rispettabile non avrebbe mai nemmeno immaginato di imbastire una carriera sulle scene di un teatro; la fama di prostituta era un rischio ben evidente, importante da aggirare. Nonostante ciò, col passare degli anni, la richiesta di attrici, musiciste, ballerine e cantanti divenne via via sempre più fitta e le immagini delle artiste che si cimentavano in tali abilità, donne che provenivano da un po' tutti i ceti sociali, iniziarono a lievitare nell'immaginario collettivo.

Nel 1700 il fenomeno prese a consolidarsi, e con esso la ritrattistica correlata; il successo crescente del teatro, inteso come vera e propria arte drammatica, portò diversi pittori a cimentarsi con le scene clou delle rappresentazioni più in voga, con le attrici come protagoniste di veri e propri capolavori pensati ad hoc per alimentare l'aura del personaggio. Tra gli autori, nomi eminenti dell'epoca come Joshua Reynolds, Thomas Gainsborough, John Hoppner, James Gillray.

Teatro, danza e opera come sfondo in questi quadri di donne famose; ma come mai tanta artistica celebrazione e tanto affanno, mettendo la reputazione a rischio? Si sa per certo, che una volta sposate infatti, queste dive ante litteram, tendevano a ritirarsi dalle scene; perchè il corpo rappresentato, e quindi necessariamente svelato, alimentava il culto sì, ma sulla sottile linea di equilibrio con i dettami del benpensare dell'epoca. La mostra, in esposizione alla National Portrait Gallery di Londra dal 20 ottobre 2011 all'8 gennaio 2012, è corredata di una sezione di ritratti di attrici contemporanee.

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