Gianni Pitta e l'arte che toglie il respiro!

Gianni Pitta e l'arte che toglie il respiro!

L'arte può toglierti il respiro, allenati ... è la provocatoria affermazione che accoglie i visitatori del sito di Gianni Pitta. Una specie di "sacchetto di plastica" calato sulla testa, giusto per ricordarci che in fondo la lucida visione spesso coincide con un principio di soffocamento. Solo che qui la mancanza di aria è esattamente l'effetto voluto dal pittore. Le sue opere scorrono sul filo dello stordimento, dato dalla mescola ardita di colori al limite dello choc e dalle forme distorte, per rivelare universi di senso radicati nella continuazione dell'arte di strada degli anni '80.

Le tele di Pitta sono "Sintomi d'emozione", come ha colto efficacemente la critica di Mario Corfiati dalla quale è stato estrapolato il breve estratto che segue:

[...] E, infatti, le opere qui esposte dimostrano la validità dell’atto espressivo di Gianni Pitta, della sua incontenibile voglia di esprimersi in una azione gestuale e segnica non ancorata al mondo mitico dell’espressionismo americano, ma decisamente contaminata dalle esperienze pittoriche degli anni ottanta dello scorso secolo, a suo tempo rinvigorita, se così possiamo dire, dal vorace ed ambizioso coraggio del nuovo espressionismo europeo che ha contrassegnato il ritorno alla pittura in un contesto che l’aveva vista scomparire. Le immagini sono palpabili e rimarchevoli, ogni quadro restituisce una istantanea del percorso emotivo dell’autore raccolto nella concentrazione attiva dell’esecuzione, proiettato solo nell’artigianale passione che lo spinge a rivelare le icone del suo universo. Che, inoltre, non sembrano solo indizi di un percorso personale, ma appaiono invece allargarsi verso temi più generali, che sono quelli dell’invito ad una vivacità creativa forte e non rassegnata, al sincero omaggio verso una simbologia del colore e del segno di natura premoderna e priva di artefatti, che non siano quelli dell’esperienza tecnica di una pittura intrisa di genuinità e primitivismo. [...]

Espressioni latenti di un'anima moderna "mediamente fragile", in continua lotta con una sovrastruttura che non può controllare, suo malgrado, che ritrova i percorsi umani dello stesso pittore "traghettato metaforicamente" da Lucera, baluardo del foggiano dove è nato e vive, alla vitalità di Milano che ha conosciuto e frequentato a cavallo degli anni universitari. Sentimento arcano che esprime, nonostante tutto, un desiderio di partecipazione che si concretizza nel progetto Glicemia 299, profonda riflessione sul significato odierno della dolcezza e sulle sue immense implicazioni!

Via | francescosessa.blogspot.com

Gianni Pitta e l'arte che toglie il respiro!
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