Frank De Ridder Artist

Frank De Ridder

Non c'è che dire Frank De Ridder non è certo uno che tende a sprecare le parole. Quello che è sicuro però, allo stesso tempo e forse sulla medesima linea, è che i suoi quadri sono "ben più eloquenti", a tratti persino sfacciati, ma di una di quelle sfacciataggini gentili e non pretenziose. Sono tele colorate, e fin qui ci arrivano tutti, sono fatte di tratti intensi e pieni, e anche per questa osservazione non serviva certo un genio, ma sono soprattutto "percorsi da scoprire".

Ci pensavo ieri sera tardi (forse sarebbe più appropriato parlare di notte, visto che erano le due passate), guardare dei quadri prima di andare a dormire fa un certo effetto, non immediato, ma piuttosto evocativo. Sono scivolata nel sonno quasi senza rendermene conto e mentre attraversavo chissà quale landa sconosciuta ho visto una donna bellissima dai profili bluastri. Credo fosse un angelo, o almeno così mi è sembrato, anche se non saprei descrivere esattamente la sua funzione. Era immersa in una specie di giardino luminoso, pienissimo di pante e fiori senza però essere caotico. Era in carne, ma senza peso. Un effetto stranissimo!

Stamattina, faccia a faccia con le stesse immagini che hanno nutrito le mie "peregrinazioni oniriche" l'ho ritrovata. Spuntava da una massa cromatica (che avrebbe potuto tranquillamente rispecchiare uno di quegli immensi campi di tulipani nei dintorni di Amsterdam) ed aveva gli occhi pesanti. Nel mio sonno non riposava, era all'erta, come in attesa di un avvenimento cruciale. Che si sia avverato oppure no, non mi è dato saperlo, ma le sue palpebre dimorano stanche ed aperte alle porte del mondo del pittore che le ha gentilmente dipinte.

Via | frankderidder.info

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