Paris Photo 2011 al Grand Palais

Paris Photo 2011

Se ieri era la Fiac, oggi si tratta di Paris Photo. Il filo conduttore dei due eventi, oltre alo sguardo lucido sulla realtà dell'arte contemporanea, è la location: quel Grand Palais a due passi dagli Champs-Elysées, che ha rappresentato, con la sua monumentale struttura in vetro e metallo di 77.000 m2 , "la gloria dell'arte francese" in occasione dell'Esposizione Universale del 1900. Una cornice evocativa che ospiterà dal 10 al 13 novembre ben 117 gallerie provenienti da 23 paesi diversi nonché 18 editori specializzati di fama internazionale.

Un "concentrato distillato" della fotografia, a partire dai suoi albori nel XIX secolo fino alle sue ultime declinazioni, che si "installerà" nel cuore pulsante della città di Parigi. L'edizione 2011 (quindicesima in ordine di tempo) è dedicata in particolare alla "photographie africaine" da Bamako a Cape Town, la cui "messa in evidenza" è confermata dalla forte presenza di artisti del continente, ben 44, tra i quali 12 giovani fotografi emergenti, nonché dalla serie di Rencontres de Bamako, appuntamenti che si protrarranno fino a gennaio 2012 con stretti riferimenti alla Biennale Africana della Fotografia.

Quattro i principali elementi della programmazione, che è stata ripensata e costruita sotto forma di nuova identità intorno ai seguenti "elementi della programmazione perenne":


  • le acquisizioni fotografiche pubbliche riunite in una mostra che comprende opere provenienti da tre prestigiose istituzioni internazionali. Quest'anno si tratta della Tate Gallery di Londra, dell'International Center of Photography di New York e del Musée de l’Élysée di Losanna.

  • focus su una collezione privata particolare, "visita guidata" alla scoperta dei personaggi-chiave che hanno fatto della loro passione una "missione di raccolta". Proprio a questo scopo la scelta è ricaduta sulla collezione di Artur Walther, un insieme di scatti di artisti d'eccezione tratta dall'esposizione del 2010 Events of the Self: Portraiture and Social Identity.

  • la piattaforma di eventi live, Mutations, un susseguirsi di tavole rotonde, performance ed interviste alla quale parteciperanno più di 75 prescelti, che continuerà durante tutta la fiera. Un'atmosfera festiva di fusione culturale che potrà essere prolungata grazie al il libro-catalogo "Mutations, perspectives sur la photographie", pubblicato per l'occasione.

  • il primo premio dedicato alla miglior creazione editoriale, che sarà assegnato tra una selezione di sessanta opere a tema pubblicate negli ultimi quindici anni. Accompagnato dall'esposizione dedicata ad una delle "bibbie laiche della fotografia" Love on the Left Bank (1956) dell'olandese Ed van der Elsken.

Via | parisphoto.fr

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