Gli Altri di Torino. Il carcere di Roberto Casiraghi

La scorsa settimana sono stata a Torino, ben curiosa d vedere come si sarebbe svolto questo lungo weekend dedicato all'arte centemporanea: tutto benissimo, salvo il fatto che la mia permanenza è stata funestata da una tostissima influenza con tanto di febbre a 39°, che mi ha lasciato completamente afona.

Lasciando da parte le mie sfighe stagionali e fieristiche - che ovviamente non mi hanno consentito di vedere tutto quello che avrei desiderato - inizio col parlarvi della art fair "The Others". Gli "altri" di Torino, che poi altri non sono poi tanto. Non è infatti un segreto che l'organizzatore del nuovo evento-fiera è Roberto Casiraghi, ex-Artissima e promotore di The Road of Contemporary Art (Roma), che torna così alla ribalta della scena torinese. Francamente il tipo la sa luga e riesce più che degnamente nell'impresa. The Others ha registrato migliaia di ingressi, il tutto grazie ad una politica intelligente più che a prticolari innovazioni (l'evento rimane infatt la clasica mostra d'arte-mercato anche se "giovane" rispetto ad Artissima): un modico ingresso 3 euro, gli orari (tutto iniziava rigorosamente dalle 18.00 in poi, mentre il programma di Artissima si andava concludendo), una location molto particolare in cui oltre a visitare artisti, opere e stand vari si poteva ballare, mangiare e bere fino a notte inoltrata. Un successo aiutato anche dalle condizioni metereologiche: la pioggia incessante che si è abbattuta sulla città da giovedì a domenica ha senz'altro reso appetibile per i più un luogo se non riscaldato, almeno asciutto.

Concludo con qualche cenno su una location non ignorabile. The Others si è infatti svolta dentro l'ex-carcere "Le Nuove", attivo fino al 1995. Ma non è tutto qua. Dario Salani, ideatore e promotore delle giovane casa editrice torinese Prinp, mi svela che nella seconda guerra mondiale il carcere è stato utilizzato come luogo di tortura sia dai fascisti che dai nazisti: un'eredità fortissima. Quelle cellette intatte, con tanto di sbarre, spioncini e bagni, per 4 giorni si sono trasformate nel teatro variopinto degli espositori e l'effetto è straordinariamente bello. In un grigio chiaro uniforme, una paradossale esplosione di vita - ne potete avre un assaggio nel video in alto girato all'inaugurazione dallo staff di Casiraghi - dove una sottile ironia non ci può sfuggire: opere d'arte, artisti e galleristi messi in gabbia ed esposti.

Ma il museo, le fiere, le gallerie sono poi così diversi?

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