Ivo Livi in arte Yves Montand

Si chiamava Ivo, Ivo Livi ed in questi giorni la sua patria adottiva ha festeggiato i cinquant'anni trascorsi dalla sua nascita e i venti dalla sua scomparsa. Era nato nel 1923 in Toscana da una famiglia comunista. Non proprio una fortuna all'epoca. I suoi genitori furono infatti costretti ad emigrare oltralpe quando aveva solo due anni. Ed è appunto nella "più italiana delle città francesi", Marsiglia, che farà i primi passi sul palcoscenico. Perché Ivo non è un ragazzo come tutti gli altri, fa lo scaricatore di porto, ma ha un talento innato per la danza e una voce già interessante.

Il trasferimento a Parigi a metà degli anni '40, segnerà per sempre la vita professionale e sentimentale dell'allora ventenne. E' proprio nella capitale francese che diventa Yves Montand e incontra la stella di Édith Piaf, un amore folgorante che lo portò agli onori della cronaca avviandolo ad una fortunatissima carriera artistica, fatta di musica, di cinema e di teatro. Una passione che sostenne il debutto cinematografico dell'elegante Yves, attore in "Mentre Parigi dorme" del regista e sceneggiatore Marcel Carné, per la cui colonna sonora Joseph Kosma compose Les feuilles mortes (la canzone del video) una poesia in musica su parole di Jacques Prévert, che sarà uno dei suoi simboli.

Ha fascino, ma non è un tombeur de femmes. La donna della sua vita è l'attrice Simone Signoret. Gliel'ha presentata nel 1949 proprio Prévert, dando inizio ad una storia che, tra numerosi alti e bassi, non ultimo il flirt di Yves con Marilyn Monroe (allora sposata allo scrittore Arthur Miller), incontrata durante il viaggio negli Stati Uniti per il ritiro del premio Oscar della Signoret e accanto alla quale si ritrova a recitare in Let's Make Love, li vedrà uniti fino alla morte. Sono infatti sepolti nella stessa tomba presso il cimitero parigino del Pere Lachaise.

Yves è un uomo "dalle spalle di scaricatore e dal viso segnato dalla vita" che crede fermamente negli ideali libertari, ma è anche profondamente critico ne confronti di tutti i regimi, quello comunista in testa, idolo della generazione alla quale appartiene, che ha svelato uno dei suoi volti più sanguinosi durante la repressione della primavera di Praga. L'incontro con il regista greco Costa-Gavras nel 1965 segna l'inizio di un "sodalizio provvidenziale" che si tradurrà in grandi pellicole come “Compartiment Tueurs” tratto dal polizesco di Sébastien Japrisot con la stessa Simone, "Z " capolavoro basato sull'omonimo romanzo dello scrittore Vassilis Vassilikos, che descrive la dittatura dei Colonnelli in Grecia o “L'Aveu”, il racconto della confessione orribilmente estorta da un tribunale comunista a un dirigente politico cecoslovacco, per il quale perde 12 chili in 6 settimane.

Ormai universalmente celebre, dopo aver attraversato il mondo intero in tournée, nel 1981 canterà nel suo ultimo tour all'Olympia di Parigi. Negli anni successivi si dedicherà al cinema, si impegnerà come difensore dei diritti umani schierandosi dalla parte del sindacato polacco Solidarnosc e avrà un figlio. Accanito lavoratore, perfezionista fino allo spasmo, continuerà ad allenarsi e a provare fino alla fine. Uno spirito inarrestabile che si riassume così:

Bisogna saper giocare l'idiota. E' la sola cosa che ti permette di distinguere quelli che ti capiscono dagli altri.

Via | vargen57.unblog.fr

Ivo Livi in arte Yves Montand

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